Italia: scoperte 453 nuove piante spontanee in vent’anni

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Negli ultimi vent’anni in Italia sono state scoperte ben 453 nuove piante spontanee, di cui 443 endemiche, cioè presenti esclusivamente sul territorio nazionale.

Questo dato emerge da un recente studio della Società Botanica Italiana, che aggiorna la mappa delle conoscenze sulla distribuzione della flora spontanea italiana.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Plant Biosystems e fornisce una panoramica dettagliata della situazione attuale.

La ricerca sulla flora italiana

Il lavoro è stato condotto dal Gruppo di Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana.

Il coordinamento è stato affidato a Gianniantonio Domina dell’Università di Palermo.

Per la prima volta, questo studio offre una fotografia completa del Paese, evidenziando le aree più studiate e quelle dove permangono significative lacune conoscitive.

Le regioni più ricche di scoperte e le aree meno esplorate

Le regioni che hanno registrato il maggior numero di nuove specie scoperte sono l’Abruzzo con 74, la Sicilia con 69, la Toscana con 53 e la Sardegna con 51.

La mappatura ha compiuto notevoli progressi in aree come l’Emilia-Romagna, il Veneto, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige.

Tuttavia, ampie zone del Mezzogiorno, tra cui Basilicata, Calabria, Molise, Campania, Puglia e Sicilia, risultano ancora poco esplorate.

Tra le scoperte più particolari si annoverano il Dente di Leone di Montecristo (Leontodon montecristensis), descritto nel 2025 e presente unicamente sull’omonima isola dell’Arcipelago Toscano.

Allo stesso modo, il Lino di Katia (Linum katiae) è stato descritto nel 2011 per la Calabria, dove cresce esclusivamente sul Monte Manfriana, nel Pollino.

Un’altra scoperta degna di nota è l’Adonide del Fucino (Adonis fucensis), descritta nel 2023 per l’Abruzzo e circoscritta a una piccola area del Monte Annamunna, nei pressi del Fucino.

L’importanza della ricerca per la biodiversità

Lorenzo Peruzzi, dell’Università di Pisa e uno dei sei autori principali dello studio, ha sottolineato l’importanza di questo lavoro.

Egli ha dichiarato che la ricerca rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere la reale entità della biodiversità vegetale italiana.

Inoltre, serve a individuare le aree dove è necessario concentrare gli sforzi futuri per la scoperta e la conservazione.

Aggiornare e migliorare le conoscenze sulla distribuzione della flora spontanea è essenziale per la tutela della biodiversità, la gestione del territorio e la conservazione degli habitat naturali.

Come abbiamo già riportato, la Calabria è un territorio ricco di biodiversità e le scoperte scientifiche contribuiscono a valorizzarla sempre di più.

La ricerca continua è cruciale per la salvaguardia del nostro patrimonio naturale.

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Author: FrancescoP