Felici da Matti, la cooperativa che tutela l’ambiente

Felici da Matti, la cooperativa che tutela l’ambiente

Felici da Matti, la cooperativa che orienta le sue attività verso la tutela dell’ambiente anche con la raccolta degli oli esausti. Questi ultimi dopo essere stati trattati, diventano materia prima per la produzione di saponi.

La cooperativa “Felici da Matti” di Roccella Ionica

Felici da Matti è una cooperativa sociale di tipo B, nata nell’ottobre del 2003 su iniziativa di un sacerdote e sei donne appartenenti al Gruppo Madre dell’Eterno Amore del Rinnovamento dello Spirito Santo di Roccella Jonica (Reggio Calabria).

L’obiettivo della Cooperativa – come viene illustrato nel sito ufficiale di Felici da Matti – è quello di creare occupazione lavorativa per i soci e non: infatti la cooperativa promuove l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate all’interno dei vari cicli produttivi delle attività lavorative; dando quindi la possibilità di acquisire dignità e autonomia a persone che altrimenti sarebbero tagliati fuori dal mondo del lavoro.

I Felici da matti – tra le altre cose – raccolgono l’olio esausto di cittadini e ristoratori e lo trasformano in sapone e detergenti liquidi al profumo di oli essenziali di limone e bergamotto.

L’intervista rilasciata a Fanpage.it

«Avevamo bisogno di creare occupazione non solo per le persone normodotate; ma soprattutto per quelle svantaggiate, che potesse essere il disabile mentale, fisico, l’ex detenuto, la famiglia monoreddito; ma anche il padre di famiglia che a 50 anni si ritrova senza un lavoro».

E’ quanto ha raccontato Maria Teresa Nesci, presidente di Felici da matti, a Fanpage.it.

La cooperativa ha già trasformato 50 tonnellate di olio esausto, riducendo l’emissione di Co2 nell’atmosfera e promuovendo il corretto smaltimento dell’olio esausto.

«Ad oggi – racconta ancora Nesci a Fanpage – non siamo riusciti ad avere un finanziamento pubblico; tutto quello che abbiamo costruito è frutto del nostro autofinanziamento. Più volte abbiamo dovuto rinunciare ai nostri stipendi per far crescere l’attività. Servono testimoni credibili affinché la Calabria possa risorgere».