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La promessa è stata mantenuta. Quando il patron Claudio Lotito all’Arena dello Stretto aveva detto: “Completeremo questa squadra con uomini veri”, non scherzava. E oggi la Reggina piazza l’ennesimo colpo da novanta che profuma di categoria superiore. Lunedì è stato il giorno dei botti. Due annunci in un colpo solo: Magrassi per far tremare le reti e Rossetti per dare cervello al centrocampo. Ma mancava lui. Il pezzo che chiude il cerchio. L’uomo che non si vede sui giornali ma che si sente sul campo: Marco Baldan.
Baldan è amaranto
“L’ AS Reggina 1914 comunica di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni del centrale difensivo Marco Baldan, classe 1993. Tesseramento già depositato, come da norme federali. È un amaranto a tutti gli effetti.”
Non solo un difensore, ma un vincente
Marco non è solo un nome. È una garanzia. È affidabilità pura. Un guerriero che in riva allo Stretto porta un curriculum che pesa come un macigno per la Serie D: tre promozioni dalla D alla C negli ultimi 4 anni: il timbro di un uomo abituato a vincere. Brindisi, Siracusa e Scafatese si sono aggrappate alle sue spalle per salire. L’ultimo è stato un trionfo totale: con la Scafatese, nella scorsa stagione, non solo la C, ma anche lo Scudetto di categoria. Il sigillo dei più forti. Circa 200 presenze tra i professionisti: cresciuto nelle giovanili del Milan, nato a Cittadella, ha il sangue rossonero ma l’anima da battaglia. Due campionati vinti di fila: non viene a Reggio per partecipare. Viene per vincere.
Il muro che serviva a Marchionni
Con Baldan, mister Marchionni ha finalmente il suo pezzo forte. Il centrale che urla, che guida la linea, che insegna ai più giovani cosa vuol dire indossare quella maglia che non pesa, brucia. Brucia amaranto. Dopo l’attacco e il centrocampo, la Reggina chiude il mercato mettendo il lucchetto al reparto difensivo. E che lucchetto. Ora il Granillo ha in campi il suo muro.
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