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Casignana, nella Locride, si fa promotrice di un’iniziativa ambiziosa: istituire la capitale italiana dell’archeologia e del turismo storico. La proposta è emersa durante la terza edizione del Dialog Festival, un evento che si conferma un punto di riferimento per il confronto su patrimonio culturale, turismo, ricerca scientifica e sviluppo territoriale.
L’obiettivo è trasformare l’immagine della Calabria da periferica a centrale, ponendola come fulcro di connessione tra storia, Mediterraneo ed Europa.
La proposta dalla Locride per un riconoscimento nazionale
Il Dialog Festival di Casignana ha ospitato la presentazione di questa importante proposta, che mira a un riconoscimento nazionale. La Locride intende proporsi come territorio pilota per avviare questo percorso, non basandosi sulla presenza di un singolo sito archeologico, ma attraverso una visione territoriale integrata.
Questa strategia intende mettere in rete un patrimonio diffuso e straordinariamente ricco, come Locri Epizefiri, Kaulon, la Villa Romana di Casignana e altri siti archeologici e culturali della zona. L’idea è superare una valorizzazione frammentata per costruire un vero sistema territoriale dell’archeologia.
Un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio
Il progetto prevede che ricerca, tutela, innovazione, turismo, formazione, accessibilità e servizi locali possano procedere insieme. Questa rete ambisce a trasformare il patrimonio storico e archeologico in una stabile opportunità di conoscenza, sviluppo economico e creazione di nuova occupazione qualificata.
La proposta della capitale italiana dell’archeologia e del turismo storico è concepita come uno strumento per stimolare i territori a progettare e cooperare, costruendo nuove forme di fruizione e valorizzazione del patrimonio. Al centro non c’è solo la storia, ma anche la capacità di raccontarla e trasformarla in una risorsa per il futuro.
Il forum “Archeologia, Territorio e Futuro”
L’iniziativa è stata presentata durante il Forum “Archeologia, Territorio e Futuro”, tenutosi presso la Villa Romana di Casignana. Il presidente del Consiglio Comunale di Casignana, Franco Crinò, ha aperto i lavori, sottolineando l’importanza di un confronto concreto tra mondo della ricerca, istituzioni e amministratori locali.
Antonio Blandi, Project Manager dell’iniziativa e direttore artistico del Dialog Festival, ha illustrato i dettagli della proposta. Hanno partecipato al dibattito personalità accademiche ed esperti di sviluppo territoriale, come Gianluca Grassigli dell’Università degli Studi di Perugia, Guido Mignolli e Francesco Macrì del GAL Terre Locridee, e Fortunato Cozzupoli del PIC – Polo di Innovazione Cultura e turismo Cassiodoro.
Le conclusioni sono state affidate a Giacomo Crinò, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria.
La collaborazione tra i comuni per una destinazione archeologica
Un aspetto fondamentale del Forum è stata la partecipazione attiva dei territori. La valorizzazione dell’archeologia non può, infatti, limitarsi ai confini amministrativi dei singoli comuni. La sfida è costruire una strategia condivisa che metta in relazione siti, paesaggi, comunità e istituzioni, rendendo la Locride una destinazione culturale riconoscibile a livello nazionale.
A tale scopo, hanno preso parte al confronto numerosi sindaci della Locride, tra cui Giuseppe Rocco Celentano di Casignana, Giuseppe Cuzzola di Bruzzano Zeffirio, Rocco Femia di Marina di Gioiosa Ionica, e Giuseppe Fontana di Locri.
Questa presenza corale intende affermare che il patrimonio archeologico della Locride acquista maggiore forza se raccontato e promosso come patrimonio di un unico territorio, trasformando la conoscenza del passato in una delle fondamenta per costruire il futuro.
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