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Reggio Calabria: ribaltata sentenza processo “Libro Nero”, assolti imprenditori
La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha ribaltato la sentenza di primo grado nel processo “Libro Nero”, assolvendo con formula piena due noti imprenditori locali.
I due uomini, accusati di concorso esterno con la ‘ndrangheta, sono stati prosciolti “perché il fatto non sussiste”.
Questa decisione rappresenta un significativo sviluppo giudiziario per la città.
La vicenda giudiziaria e le accuse
Gli imprenditori, ben conosciuti a Reggio Calabria nel settore delle costruzioni, erano stati coinvolti nell’inchiesta “Libro Nero”, uno stralcio di una più ampia indagine della Procura antimafia.
Le accuse contestate riguardavano il reato di concorso esterno con la ‘ndrangheta.
Uno dei due aveva ricoperto incarichi politici, anche come assessore comunale, mentre l’altro aveva avuto ruoli dirigenziali di spicco nell’associazione dei costruttori, in particolare come ex presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Ance.
La difesa e l’esito del ricorso
Fin dall’inizio, gli imprenditori avevano contestato la ricostruzione accusatoria, dichiarando di essere stati vittime di pressioni estorsive da parte dei clan della ‘ndrangheta reggina.
La difesa, affidata agli avvocati Giandomenico Caiazza, Emilia Vera Giurato e Francesco Albanese, ha portato all’annullamento della condanna di primo grado.
L’assoluzione con formula piena sottolinea l’inesistenza del fatto contestato, ponendo fine a un lungo iter giudiziario che ha visto gli imprenditori sotto i riflettori della cronaca.
Inoltre, si ricorda che a Reggio Calabria, altri imprenditori sono stati assolti da accuse simili.
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