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Al Tribunale di Crotone, l’ex capo dell’Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc), Gianluca D’Agostino, ha fornito una testimonianza chiave nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi del caicco Summer Love.
Il naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Cutro, ha causato la morte accertata di 94 persone.
D’Agostino ha dichiarato che “la Finanza non era in mare quella notte”, riferendosi al momento in cui l’imbarcazione si dirigeva verso terra.
Le dichiarazioni di d’agostino e le contestazioni a Frontex
L’ufficiale ha spiegato che la barca faceva rotta verso terra e che era stata intercettata una telefonata verso la Turchia, con altre persone a bordo sotto coperta.
In passato, D’Agostino aveva sempre sostenuto che sull’imbarcazione non ci fossero migranti.
In particolare, ha contestato le affermazioni del direttore di Frontex, Hans Leijtens, rilasciate alla commissione Libe del Parlamento europeo.
Leijtens aveva sostenuto la presenza di numerose persone sotto coperta.
La valutazione del rischio e il ruolo della Guardia di Finanza
D’Agostino ha definito l’affermazione del direttore di Frontex “eccessiva”, sottolineando che non si trattava di una situazione Sar (Search and Rescue).
Ha aggiunto che, se fosse stato richiesto il loro intervento, avrebbero operato sotto il coordinamento della Guardia di Finanza.
L’ex capo Imrcc ha ribadito di aver avallato la valutazione dell’International Coordination Centre, che non considerava la nave carica di migranti.
Questa valutazione è stata mantenuta nonostante l’imbarcazione viaggiasse senza Ais acceso, non avesse una bandiera visibile e presentasse un’alta risposta termica.
Inoltre, Frontex aveva inviato messaggi che descrivevano il caicco come una “possible migrant vessel”.
D’Agostino ha specificato che Frontex avrebbe citato i migranti solo in un “errore di trascrizione”, precisando che il calore registrato poteva provenire da poche persone o dalla sala macchine, e che la colorazione del rilievo termico non differenzia tra due o trecento persone.
La riunione al Ministero dell’interno
Durante la sua testimonianza, D’Agostino ha anche menzionato una riunione al Ministero dell’Interno successiva al naufragio.
Ha dichiarato di aver appreso in quell’occasione che la barca della Finanza era tornata in porto a Crotone, “ben distante da dove ci aspettavamo che fosse”.
Era presente anche il suo omologo della Finanza, il generale Vincenzo Caci, all’epoca capo del Cenop.
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