Falso cieco a Vibo Valentia: non luogo a procedere per l’imputato

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Un uomo, accusato di essere un falso cieco, ha ottenuto il non luogo a procedere dal Giudice dell’udienza preliminare (Gup) del Tribunale di Vibo Valentia.

La decisione, emessa nel 2024, ha stabilito che non sussistono i presupposti per disporre il rinvio a giudizio dell’imputato, sollevato dalle accuse di aver percepito indebitamente benefici economici legati al riconoscimento della cecità assoluta.

Infatti, il giudice Giuseppe Maccarone ha ritenuto che le prove non fossero sufficienti per un processo.

Le indagini della Guardia di Finanza e la difesa

L’indagine era partita dagli accertamenti della Guardia di Finanza della Compagnia di Tropea, che avevano portato al sequestro preventivo di circa 100 mila euro.

La vicenda aveva suscitato ampio interesse mediatico, anche per le ipotesi investigative che suggerivano come l’uomo, pur beneficiando dello status di cieco assoluto, avrebbe svolto attività incompatibili con tale condizione.

Tuttavia, la difesa ha contestato queste affermazioni.

La posizione della difesa e la decisione del gup

Nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato Sandro D’Agostino, difensore dell’imputato, ha sostenuto che non era emersa alcuna falsa attestazione dello stato di cecità.

Questa attestazione, secondo la difesa, avrebbe dovuto ingannare la commissione medica che nel 2018 aveva riconosciuto all’uomo lo status di cieco assoluto.

In particolare, il legale ha evidenziato che la documentazione acquisita durante le indagini non dimostrava condotte fraudolente tali da giustificare un processo.

Inoltre, la difesa aveva sollecitato ulteriori approfondimenti sulla documentazione sanitaria e sugli elementi raccolti dagli investigatori.

Soddisfazione per la decisione del giudice

L’avvocato D’Agostino ha espresso soddisfazione per la decisione del Gup.

“La vicenda processuale vissuta ricorda quanto sia necessaria la massima prudenza quando vengono applicate misure cautelari”, ha dichiarato il legale.

Ha inoltre aggiunto che, prima ancora che il suo assistito potesse esercitare il proprio diritto di difesa, l’opinione pubblica lo aveva già condannato.

La decisione del giudice, escludendo una ragionevole probabilità di condanna, ha evitato l’avvio del dibattimento.

Un caso simile, riguardante un uomo arrestato a Melito di Porto Salvo, dimostra come le vicende giudiziarie possano avere risvolti inaspettati.

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Author: Claudia