Reggio Calabria: imprenditore nella morsa dei clan in cantiere a san Giovannello

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Reggio Calabria, 22 luglio 2026 – Un imprenditore calabrese si è trovato nella morsa dei clan nel cantiere di San Giovannello, scoprendo una realtà di pressione estorsiva asfissiante.

L’uomo, pur non essendo alle prime armi e avendo lavorato in diverse zone della regione, ha compreso immediatamente la gravità della situazione una volta giunto nell’area di San Giovannello.

“Mi sono andato a mettere nella tana del lupo, hai visto questi qua?

Sono avvoltoi… ci lasciano tranquilli dopo!”, ha dichiarato, riassumendo il suo sconforto.

La pressione estorsiva nel cantiere

L’imprenditore ha rapidamente realizzato che a Reggio Calabria la regola della “messa a posto” è ancora profondamente radicata.

Questa prassi prevede il pagamento di una somma alle cosche locali per poter lavorare senza subire danneggiamenti o ritorsioni.

La pressione è tale da lasciare poche alternative agli operatori economici.

Il patto con le ‘ndrine

Per evitare problemi e portare avanti i lavori, è necessario stringere un patto con i clan del territorio.

Questo implica versare una quota proporzionale al valore dell’appalto aggiudicato, alimentando così le casse delle ‘ndrine.

La situazione descritta dall’imprenditore evidenzia un sistema consolidato, dove l’attività economica è strettamente legata al consenso delle organizzazioni criminali.

La vicenda solleva interrogativi sulla lotta alla ‘ndrangheta e sulla protezione delle imprese.

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Author: Consuelo