Inchiesta Aquarium nel Vibonese, 16 indagati per droga

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La Procura distrettuale antimafia di Catanzaro ha posto un punto fermo sull’operazione “Aquarium”, chiudendo le indagini preliminari che hanno coinvolto 16 persone nel Vibonese. L’inchiesta Aquarium nel Vibonese, condotta dalla Guardia di Finanza nella scorsa primavera, si è concentrata sugli interessi nel narcotraffico del clan Maiolo, una delle cosche più radicate nella provincia, con base nelle Preserre.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dal sostituto procuratore della Dda Andrea Buzzelli e dal procuratore Salvatore Curcio.

Le accuse e i soggetti coinvolti nell’inchiesta

Le accuse a vario titolo riguardano l’associazione a delinquere aggravata dalle finalità mafiose e la commercializzazione di marijuana, cocaina e hashish. Tutti i soggetti coinvolti sono riconducibili al filone investigativo del traffico di stupefacenti. La maggior parte degli indagati proviene dal Vibonese, in particolare dai comuni di Acquaro, Fabrizia, Dasà e Stefanaconi.

Tuttavia, alcuni risiedono anche fuori regione, tra Abruzzo, Piemonte, Sardegna e nord Italia, evidenziando la capacità di proiezione del gruppo criminale oltre i confini calabresi.

La rete criminale oltre i confini regionali

Tra gli indagati figura anche un cittadino albanese, un uomo di 52 anni residente a San Salvo, nel Chietino. L’elenco include persone provenienti da diverse località italiane, come un ottantenne della provincia di Alessandria, un uomo di 52 anni di Fabrizia, un quarantenne di Stefanaconi domiciliato in Sardegna e un quarantenne di Dasà.

Un nucleo consistente della famiglia Maiolo è coinvolto, con individui residenti ad Acquaro, Stefanaconi, Montesilvano e Brandizzo nel Torinese. Completano l’elenco altri soggetti provenienti da Acquaro, Monasterace, Siderno (residente ad Alghero), Torino, Montesilvano e Bianco, nel Reggino.

Prossimi passi dell’indagine Aquarium

Con la chiusura delle indagini preliminari, il procedimento entra ora nella fase successiva. Questa potrebbe culminare nella richiesta di rinvio a giudizio per i 16 indagati. Il collegio di difesa è composto da numerosi avvocati, tra cui Orecchio, Di Renzo, Rotundo, D’Agostino, Bosio, Pistininzi, De Sanctis, Fiorenzo, De Nicola, Bavaro, Bernardo, Abbruzzese, Canzoniere, Ferrara, Pietro Sciarretta, Ranieri, Vannetiello, Papaleo e Ganino.

Questa fase rappresenta un passaggio cruciale per definire le responsabilità individuali all’interno della presunta rete di narcotraffico.

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Author: Consuelo