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La Corte d’Appello di Reggio Calabria, nella sua seconda sezione penale, ha rideterminato le pene nell’ambito del processo Malea clan Mammola.
Questa sentenza riguarda il giudizio abbreviato dell’operazione “Malea”, un’inchiesta antimafia che ha delineato, secondo l’accusa, la struttura di una presunta locale di ‘ndrangheta a Mammola.
Il sodalizio criminale sarebbe stato attivo nel controllo del territorio, nelle estorsioni a imprese e nel traffico di stupefacenti.
Riformata la sentenza di primo grado
La Corte, presieduta da Antonio Scortecci e composta dai consiglieri Teresa Valeria Grieco e Francesco Alligo, ha riformato la precedente sentenza del Gup del Tribunale di Reggio Calabria, emessa il 29 novembre 2024.
In particolare, sono stati parzialmente accolti gli appelli presentati, portando a una rimodulazione delle condanne per diversi imputati.
Le nuove pene inflitte agli imputati
Le nuove pene stabilite dalla Corte d’Appello sono le seguenti: ad un uomo sono stati inflitti 14 anni e 4 mesi.
Per un altro uomo la condanna è stata di 2 anni e 8 mesi.
Un terzo imputato ha ricevuto 7 anni e 2 mesi.
Un altro uomo è stato condannato a 2 anni, mentre un quinto imputato a 2 anni.
Infine, per un sesto uomo la pena è di 7 anni e 2 mesi, con la riqualificazione di un capo d’accusa in fattispecie tentata, e per un ultimo imputato 9 anni e 10 mesi, con il riconoscimento della continuazione.
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