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Reggio Calabria, 22 luglio 2026 – Una vasta operazione contro il narcotraffico e la ‘ndrangheta ha portato all’emissione di 35 misure cautelari, eseguite tra la Calabria e diverse città come Milano, Pavia, Pescara e L’Aquila.
Il provvedimento, richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e firmato dal GIP, colpisce un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti, aggravato dall’agevolazione della cosca Alvaro di Sinopoli.
Tra i reati contestati agli indagati figurano anche la detenzione di armi e il tentato sequestro di persona a scopo di estorsione.
Dettagli dell’indagine e le filiere criminali
Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro, si sono articolate in due fasi distinte.
Queste hanno permesso di ricostruire le complesse filiere del narcotraffico gestite da un sodalizio con basi strategiche a Sinopoli e Sant’Eufemia.
Il traffico di droga comprendeva l’importazione di ingenti carichi di cocaina dall’estero, lo stoccaggio, il trasporto e la successiva rivendita dello stupefacente.
Il ruolo delle chat criptate e i sequestri
La prima fase investigativa ha preso avvio da un ordine di indagine europeo, focalizzato sull’analisi di chat criptate acquisite dalla piattaforma “SKY ECC”.
Da queste è emerso un vasto sistema organizzato per il narcotraffico, attivo tra il 2020 e il 2021.
Al vertice di questo gruppo criminale figuravano due individui, all’epoca detenuti e compagni di cella, che avrebbero continuato a gestire le operazioni attraverso stretti congiunti all’esterno del carcere.
In questo contesto, sono state accertate numerose operazioni di importazione di cocaina dal Sudamerica, destinate al porto di Gioia Tauro.
Alcune di queste spedizioni sono state completate, mentre altre sono state sventate grazie ai sequestri delle forze di Polizia, per un volume complessivo di oltre 300 chili di droga.
Un ruolo chiave nel traffico era svolto anche da alcuni portuali, incaricati di far uscire la droga dallo scalo.
Per approfondire le tematiche legate alla criminalità organizzata, si può consultare l’articolo Omicidio imprenditore a Milano: possibile mano della ‘ndrangheta.
Continuità operativa e tentativi di estorsione
La seconda fase delle indagini, svolta tra aprile 2023 e luglio 2024, ha confermato la piena operatività dell’associazione criminale, anche attraverso arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti.
In questo periodo, una figura centrale è stata identificata nel figlio di uno dei due capi detenuti.
Durante l’inchiesta, è venuto alla luce anche un tentativo di sequestro.
Gli indagati, infatti, hanno cercato di rapire un acquirente palermitano che non aveva saldato una precedente fornitura, durante una consegna simulata di droga.
Tuttavia, l’intervento degli investigatori ha sventato il sequestro.
Il contrasto al crimine organizzato è una priorità, come dimostrato anche dalla notizia Reggio Calabria: maxiblitz ‘ndrangheta, si costituiscono due latitanti.
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