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Un funzionario amministrativo in servizio presso l’Ufficio GIP di Milano è al centro di un’indagine per tentata truffa aggravata dalla ‘ndrangheta e falso.
L’uomo è accusato di aver tentato, lo scorso 16 luglio, di appropriarsi di 989mila euro confiscati.
La vicenda, che ha destato scalpore, è stata anticipata da alcune emittenti televisive.
L’accusa di agevolazione mafiosa a Milano
Secondo quanto emerso dagli atti della perquisizione eseguita recentemente, il dipendente amministrativo avrebbe cercato di far pervenire l’ingente somma a un esponente della cosca Condello.
Questo individuo era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa.
Inoltre, era ritenuto responsabile di aver favorito la latitanza ventennale di un noto esponente della ‘ndrangheta reggina, Domenico Condello.
Proprio questo tentativo di agevolare un appartenente al clan ha spinto gli inquirenti a contestare al funzionario anche l’aggravante mafiosa.
Questa aggravante potrebbe peggiorare significativamente la sua posizione giudiziaria.
Dettagli dell’inchiesta sui fondi confiscati
L’indagine in corso mira a stabilire con precisione come il dipendente amministrativo abbia tentato di entrare in possesso di quasi un milione di euro, già oggetto di confisca.
Allo stesso modo, si cercano eventuali collegamenti con ambienti della criminalità organizzata calabrese.
Le autorità stanno approfondendo ogni aspetto per ricostruire l’intera vicenda.
Inoltre, si stanno verificando possibili ulteriori responsabilità.
Contesto della ‘ndrangheta e del suo potere economico
La ‘ndrangheta, con le sue ramificazioni anche al nord Italia, continua a rappresentare una seria minaccia per l’economia legale e la sicurezza pubblica.
Le indagini sui tentativi di recuperare beni confiscati evidenziano la pervasività dell’organizzazione.
Questo caso specifico sottolinea come la ‘ndrangheta cerchi di infiltrarsi anche nelle istituzioni.
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