Minacce agli amministratori: la Calabria è quarta per casi nel 2025

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Gli amministratori locali in tutta Italia continuano a subire minacce e intimidazioni, un fenomeno che mette a rischio la democrazia.

Nel 2025, si è registrato un caso di minacce agli amministratori ogni 28 ore, per un totale di 309 episodi che hanno colpito sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti pubblici da Bolzano a Porto Palo di Capo Passero.

Questi numeri evidenziano la crescente difficoltà e, talvolta, il pericolo che comporta l’esercizio del ruolo di amministratore in diverse aree del Paese.

Il rapporto “Amministratori sotto tiro” e i dati allarmanti

Il rapporto “Amministratori sotto tiro”, frutto del lavoro di Avviso pubblico e presentato a Napoli, traccia un quadro preoccupante.

Dal 2010 al 2026, ben 1.736 comuni italiani sono stati teatro di violenze: lettere minatorie, incendi dolosi, insulti e persino aggressioni fisiche.

In totale, sono stati accertati 6.025 episodi.

Al Sud, gli incendi rappresentano la forma di intimidazione più comune, mentre al Centro-Nord prevalgono lettere, messaggi minatori e minacce diffuse tramite i social network. È interessante notare che un quarto di questi episodi scaturisce dal malcontento di singoli cittadini, insoddisfatti di determinate decisioni amministrative.

La geografia delle intimidazioni in Italia

La Puglia detiene il primato nel 2025 con 51 casi di intimidazione, seguita dalla Campania con 37 episodi e dalla Sicilia con 35.

La Calabria si posiziona al quarto posto con 32 casi, confermando una situazione di allerta.

Nel Centro-Nord, la Lombardia guida la classifica con 30 episodi, seguita da Veneto e Lazio.

Un dato persistente è che la maggior parte delle vittime si trova nei comuni più piccoli: il 57% dei casi riguarda centri con meno di 20mila abitanti, il 22% comuni tra i 20mila e i 50mila abitanti, e il restante 21% aree con oltre 50mila residenti.

L’appello di Avviso pubblico per la difesa della democrazia

Roberto Montà, presidente di Avviso pubblico, ha sottolineato la gravità di queste azioni: “Quando si colpisce un amministratore locale, si colpisce la democrazia di un territorio, un’intera comunità, una famiglia, non solo una singola persona”.

Per questo motivo, ha evidenziato l’importanza di una mobilitazione generale di cittadinanza, forze politiche, stampa e tutti gli attori sociali significativi.

Montà ha esortato a non considerare questo fenomeno un “male incurabile” e ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione per ridimensionarlo.

Il rapporto, infatti, rivela dati allarmanti, non limitati al solo Mezzogiorno, indicando che dietro queste azioni brutali non vi sono solo gli interessi della criminalità organizzata, ma anche dinamiche legate ai contesti sociali ed economici locali.

In Calabria, la situazione della sicurezza e della legalità rimane un tema centrale, come dimostrano anche altre vicende recenti, tra cui quelle relative a operazioni contro il narcotraffico nella Locride o ‘ndrangheta negli appalti.

La protezione degli amministratori è fondamentale per garantire il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche.

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Author: Claudia