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A Crotone, la presenza sempre più massiccia di cittadini stranieri che bivaccano per strada, in attesa di rinnovare i permessi di soggiorno, ha spinto il sindaco Vincenzo Voce a lanciare un allarme migranti in strada. Il primo cittadino ha sottolineato come il Comune non possa essere lasciato solo a gestire un fenomeno per il quale non possiede né gli strumenti né le risorse adeguate.
La richiesta di intervento statale del sindaco Voce
La situazione è diventata insostenibile, anche a seguito di un recente episodio. Un uomo di 31 anni, irregolare sul territorio, ha danneggiato 15 autovetture e ferito cinque agenti di polizia intervenuti per bloccarlo. Questo ha evidenziato la complessità della questione, che interseca immigrazione, procedure amministrative, emergenza abitativa, servizi sociali e sicurezza.
Il sindaco Voce ha ribadito la necessità di una risposta dello Stato, che sia coordinata e strutturale. Non è accettabile, a suo dire, che tutto il peso ricada sulle amministrazioni comunali. Per questo, ha invocato un confronto istituzionale immediato e serio con il Ministero dell’Interno e le altre istituzioni competenti. L’obiettivo è costruire una soluzione stabile e non limitata all’emergenza.
Le misure del prefetto Ferraro per l’accoglienza
In risposta alla crescente preoccupazione, il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, ha annunciato un piano per sistemare i migranti in alcune strutture d’accoglienza in Calabria e Abruzzo. Questa iniziativa riguarda i cittadini stranieri che attendono il rinnovo dei permessi di soggiorno. La prefetta ha chiarito che il trasferimento non è una reazione all’episodio di violenza recente, ma il frutto di un’interlocuzione avviata da settimane con il Ministero dell’Interno.
Circa 100 migranti saranno trasferiti in centri calabresi, mentre altri 40 saranno inviati in Abruzzo. La prefetta Ferraro ha specificato che si tratta principalmente di migranti “di terra”, provenienti dal confine di Gorizia, che rappresentano un fenomeno di immigrazione sommersa in fase di analisi da parte del Ministero. Diversamente, i migranti soccorsi in mare, dopo identificazione e screening sanitario, vengono accolti nel Cara di Sant’Anna o in altri centri nazionali.
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