Questo post é stato letto 390 volte!
Il Tribunale del lavoro di Catanzaro ha stabilito, con sentenza definitiva, che nel 2018 Carlo Tansi fu rimosso in modo illegittimo dalla guida della Protezione Civile della Regione Calabria.
Una decisione attesa da anni. Che chiude una lunga e controversa vicenda istituzionale.
«È stata riconosciuta la più grave ingiustizia della mia vita», ha dichiarato Tansi dopo la pronuncia.
Tansi rimosso mentre arrivavano i riconoscimenti
Durante i tre anni alla guida della struttura, Tansi aveva avviato una profonda riorganizzazione. Aveva introdotto controlli sulle risorse pubbliche, eliminato privilegi interni e rafforzato l’efficienza operativa del sistema di gestione delle emergenze.
I risultati erano stati riconosciuti anche all’estero. Nell’aprile 2018 il Consolato degli Stati Uniti espresse apprezzamento per l’organizzazione della Protezione Civile calabrese. Nel maggio dello stesso anno la struttura ottenne il primo premio nazionale per l’innovazione tecnologica al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma. Nel novembre 2017, invece, Tansi ricevette il Premio Nazionale Italia Nostra.
Eppure, proprio in quel momento, scattò la procedura di sospensione. Poi arrivò la rimozione. Oggi dichiarata illegittima.
Denunce, attentati e opposizioni politiche
Il mandato di Tansi non fu privo di tensioni. Nel corso del suo incarico presentò diverse denunce su presunte irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche. Alcune contribuirono all’apertura di indagini e ad arresti. Le segnalazioni furono consegnate all’allora Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.
Tansi subì anche attentati incendiari e minacce di morte. Per uno di questi episodi fu rinviato a giudizio un ex dipendente della Protezione Civile regionale.
Sul fronte politico, tra i procedimenti ancora aperti figura una causa per diffamazione che vede coinvolto l’ex consigliere regionale Domenico Tallini.
Una sentenza che riguarda tutti i calabresi
Tansi è chiaro: la sentenza va oltre la sua storia personale.
«Non è solo una vicenda personale – ha affermato – ma riguarda il diritto dei calabresi a sapere cosa succede quando qualcuno prova davvero a eliminare privilegi, fermare sprechi e riportare legalità.»
La pronuncia riporta al centro il tema della governance delle strutture deputate alla prevenzione dei rischi naturali in Calabria, una delle regioni più esposte al rischio sismico e idrogeologico.
Questo post é stato letto 390 volte!

