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Catanzaro: chiuse le indagini preliminari per 16 persone coinvolte in un vasto traffico reperti archeologici.
L’inchiesta, originariamente gestita dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, è ora passata alla Procura ordinaria di Crotone.
Questa modifica è avvenuta dopo che non è stata più contestata l’aggravante di aver agevolato la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.
Dettagli dell’inchiesta e reati contestati
L’indagine ha preso il via lo scorso dicembre, portando alla luce un’organizzazione dedita al traffico illecito di reperti archeologici.
Questi beni, di inestimabile valore storico e culturale, erano stati trafugati da importanti siti della Calabria, tra cui Roccelletta di Borgia, Monasterace e Capo Colonna.
Le accuse a carico degli indagati
Nelle scorse ore è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini a carico di 16 persone.
Esse dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati.
Tra questi figurano l’esecuzione di scavi illeciti, il deturpamento di siti archeologici, il furto e la ricettazione di beni archeologici.
In particolare, gli indagati devono rispondere di ben 47 capi di imputazione.
Prossimi passi e difesa legale
Gli indagati avranno ora un termine di 20 giorni per chiedere di essere interrogati dai Pubblici Ministeri.
Questo periodo consentirà loro di fornire la propria versione dei fatti contestati.
Al termine di tale periodo, la Procura deciderà se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o, al contrario, chiedere l’archiviazione delle posizioni.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luigi Villirilli, Salvatore Iannone, Mario Prato, Roberto Coscia, Tiziana Aloisio, Antonio Giuffrida e Domenico Leanza.
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