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Per onorare la Repubblica tutelare migranti e i valori fondanti Della Costituzione è un dovere civico.
Lo ha evidenziato monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale Italiana (Cei) e vescovo Di Cassano all’Jonio, sottolineando come “fare memoria” significhi Non solo guardare al passato, ma soprattutto agire Per la dignità di ogni persona Nel presente.
La sfida della dignità e dei diritti
Monsignor Savino ha espresso la necessità di un impegno concreto Per la libertà e la dignità di tutti, specialmente di coloro che vivono in situazioni di vulnerabilità.
Ha menzionato diverse categorie di persone che necessitano di maggiore attenzione e supporto, tra cui giovani intrappolati nella droga, commercianti vittime della criminalità organizzata, padri di famiglia in cerca di lavoro e i migranti.
Questi ultimi, spesso costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento, rappresentano Una sfida cruciale Per la società.
Migranti: da emergenza a fenomeno strutturale
Il vescovo ha rimarcato come il fenomeno dei migranti Non debba Più essere considerato Una semplice “emergenza”, ma piuttosto un aspetto strutturale della nostra epoca globalizzata. È fondamentale, a suo dire, interrogarsi sul linguaggio adottato Per descrivere concetti come “patria”, “Sicurezza” e “difesa”, affinché Non si perda di vista il primato Della Costituzione e i suoi principi di giustizia sociale, solidarietà e pace.
Memoria e futuro: un ponte di responsabilità
Secondo monsignor Savino, celebrare la Repubblica significa costruire un ponte tra passato e futuro, bilanciando diritti e doveri, istituzioni e cittadinanza.
Una democrazia prospera quando ogni individuo si interroga su cosa può contribuire a proteggere, servire e restituire al bene comune, anziché concentrarsi solo sulle proprie pretese.
Ha ribadito che un anniversario autentico richiede di sottrarre il passato all’abitudine e restituirlo Alla responsabilità del presente.
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