Calabria Verde: lavoratori pronti alla mobilitazione per contratto e pianificazione

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I lavoratori di Azienda Calabria Verde sono pronti a incrociare le braccia e a scendere in piazza.

La decisione nasce dalla prolungata attesa e dalle reiterate richieste per il rispetto delle sentenze, del contratto collettivo e pianificazione delle attività.

Inoltre, i dipendenti chiedono l’integrazione oraria per il personale part-time e il riconoscimento della dignità professionale.

Le ragioni della mobilitazione di Calabria Verde

Luciana Giordano, segretaria generale della FP CISL Calabria, ha dichiarato che i lavoratori sono stanchi delle tattiche dilatorie della direzione generale.

Queste strategie, secondo il sindacato, mirano a rinviare la soluzione dei problemi, mantenendo l’Ente in uno stato di inefficienza.

L’azienda ha responsabilità importanti per la Calabria, come l’operazione “Mare pulito”, oggi denominata “Servizio foci e coste 2026”.

Questo servizio vede impegnato il personale della sorveglianza idraulica nel monitoraggio di mare, corsi d’acqua e coste.

Mancanza di programmazione e disagi per il personale

Il servizio avrebbe dovuto essere programmato già da marzo, come più volte richiesto dalla CISL FP Calabria.

L’Ente ha convocato la Delegazione Trattante solo per il 28 luglio.

Questa data, secondo i sindacati, è motivo di indignazione e preoccupazione.

Infatti, gli istituti contrattuali come reperibilità, turnazione e straordinario verrebbero discussi quasi a servizio concluso.

Manca quindi una programmazione chiara e un’attenzione verso il personale, che lavora in piena estate in condizioni di calore estremo.

I dipendenti segnalano anche un’organizzazione con indicazioni operative poco chiare, spesso comunicate all’ultimo momento tramite messaggistica.

Vengono assegnate attività non riconducibili alle proprie mansioni professionali.

Molti lavoratori non sanno se potranno usufruire del riposo domenicale o festivo e sono costretti a turni massacranti.

Le ingiustizie subite e le richieste dei lavoratori

Il personale della sorveglianza idraulica, in particolare, subisce ingiustizie da anni.

Tra queste, il demansionamento avvenuto con l’inquadramento nei ruoli della Funzione Pubblica, nonostante sentenze favorevoli del Tribunale di Catanzaro e del TAR Calabria.

Queste decisioni avevano stabilito l’applicazione del contratto collettivo nazionale delle Funzioni Locali.

Tuttavia, persistono problematiche legate a una promiscuità organizzativa e gestionale tra lavoratori del ramo pubblico e privato.

Anche i dipendenti provenienti dall’ex bacino LSU/LPU, ora a tempo indeterminato ma con contratto part-time a 32 ore, vivono una condizione di disagio.

Essi attendono la trasformazione del rapporto a full-time e aspirano legittimamente a una progressione di carriera verticale.

Anche loro hanno subito un inaccettabile demansionamento al momento della stabilizzazione.

L’ultimatum dei sindacati a Calabria Verde

La CISL Funzione Pubblica Calabria, nonostante le continue richieste, registra una prolungata indifferenza da parte della Direzione strategica.

Molti benefici economici e indennità legati a istituti contrattuali già negoziati e finanziati, comprese le performance degli anni pregressi e le indennità di responsabilità, non sono stati corrisposti.

La segretaria generale Luciana Giordano, insieme ai colleghi della segreteria regionale Giuseppe Chirumbolo e Giuseppe Spinelli, e al segretario aziendale Massimo Apa, hanno annunciato che, se nell’incontro del 28 luglio non si registrerà un’inversione di marcia, attiveranno ogni forma di mobilitazione.

L’obiettivo è soddisfare le legittime aspettative e richieste dei dipendenti.

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Author: FrancescoP