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il TAR ribalta la decisione
La Calabria è a corto di medici. Lo dicono i dati. Lo ripetono i vertici regionali. Eppure, quando un medico calabrese vuole tornare a casa, la burocrazia lo blocca. È quanto accaduto a un professionista in servizio da anni in Lombardia. Medici in Calabria esclusi dal bando regionale: un caso che ora fa scuola.
Il medico torna in Calabria, la Regione lo esclude
Il professionista era titolare di un incarico a tempo indeterminato presso l’ATS di Milano. Ha presentato domanda per un avviso bandito dalla Regione Calabria il 23 maggio 2025. L’obiettivo: coprire uno dei tanti posti vacanti nel territorio.
La risposta della Cittadella è stata negativa. Il Dipartimento Salute ha escluso la domanda. La motivazione? La mancanza del requisito di anzianità. Secondo la Regione, il termine di quattro anni andava calcolato dalla data del diploma di formazione. Non dall’atto di conferimento dell’incarico.
Il TAR Calabria dà ragione al medico escluso
Il medico ha impugnato il provvedimento. Ha presentato ricorso al TAR Calabria, chiedendo anche la sospensiva. I giudici amministrativi l’hanno accolta subito.
Poi è arrivata la sentenza nel merito. Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’esclusione. I giudici hanno chiarito un punto chiave: l’anzianità va calcolata dalla data di assunzione a tempo indeterminato, non dal conseguimento del diploma.
I giudici hanno richiamato il d.l. 135/2018, in particolare l’articolo 9. La norma consente incarichi a tempo indeterminato anche a chi non ha ancora il diploma, purché lo consegua nei termini previsti. Il rapporto di lavoro non si converte. Prosegue in modo naturale.
Una contraddizione della sanità regionale
Il caso mette in luce una contraddizione evidente. La Regione cerca medici ovunque, anche all’estero. Poi ostacola chi vuole tornare volontariamente.
L’avvocato Alfredo Gualtieri, del foro di Catanzaro, ha seguito il caso. Il professionista lo ha ringraziato pubblicamente. La vicenda, secondo chi l’ha seguita, va oltre il singolo contenzioso. È un segnale. Un monito per chi lamenta la carenza di medici e poi frappone ostacoli burocratici a chi sceglie di tornare.
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