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Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde lungo le coste calabresi. Dopo le devastazioni di gennaio, la Regione Calabria punta sui primi interventi di ripascimento costiero lungo lo Ionio reggino. Si parte dalla Grecanica e dalla Locride. Al centro del piano, illustrato dal presidente Roberto Occhiuto, c’è il recupero dei sedimenti da porti e fiumare.
L’obiettivo è chiaro: intervenire prima dell’estate nei tratti più colpiti dall’erosione costiera.
Deroghe ai vincoli: il nodo delle autorizzazioni
Uno degli ostacoli principali è la burocrazia. Per un intervento di ripascimento costiero servono oggi fino a 18 pareri preventivi. Una macchina lenta, che rallenta i soccorsi mentre i danni aumentano.
Le ordinanze di protezione civile successive al ciclone Harry hanno però aperto una strada nuova. Le deroghe ottenute permettono di accelerare gli affidamenti e semplificare i passaggi amministrativi.
Occhiuto ha ricordato che negli ultimi quattro anni la Regione ha speso 140 milioni contro il dissesto idrogeologico, contro i 70 milioni dei dieci anni precedenti. Eppure, ha ammesso, la distanza tra quanto fatto e quanto serve resta ancora ampia.
Sedimenti da porti e fiumare: come funziona il piano
Il piano di ripascimento costiero punta su materiali già disponibili. I sedimenti verranno prelevati da porti insabbiati e alvei sovralluvionati.
Per l’area grecanica, il prelievo avverrà dal porto di Saline Joniche. Le spiagge destinatarie sono Melito Porto Salvo, San Lorenzo e Bova Marina. Si interviene anche sulle fiumare Amendolea, Melito e S.Elia.
Per la Locride, il porto di Roccella Jonica fornirà il materiale. Gli interventi riguardano Roccella, Caulonia, Marina di Gioiosa Jonica e Siderno.
Piano dei sedimenti: la scadenza del 18 maggio
L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale deve completare entro il 18 maggio il Piano della compensazione dei sedimenti. Il lavoro ha già interessato 124 Comuni, con circa 300 areali verificati.
Il piano individua le aree sorgenti di materiale, le zone di trasporto naturale e i tratti da ripascere. Un approccio tecnico che collega difesa del suolo, erosione costiera e manutenzione fluviale.
Due sfide: l’urgenza e la tenuta nel tempo
Il dopo Harry si gioca su due fronti. Il primo è l’urgenza: proteggere le coste prima dell’estate. Il secondo è la struttura: rendere ordinari gli strumenti oggi straordinari, snellire i processi, costruire una capacità stabile di intervento.
Senza questo doppio binario, ogni mareggiata rischia di riportare la Calabria al punto di partenza.
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