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Un registro orfani femminicidio per politiche di sostegno mirate
L’obiettivo di garantire un sostegno economico efficace agli orfani di femminicidio è spesso ostacolato dalla mancanza di dati precisi.
Questi aiuti, infatti, non sempre raggiungono chi ne ha realmente bisogno, poiché non si conoscono il numero esatto, la localizzazione e le condizioni reali di questi giovani.
Per superare questa criticità, è stata presentata una proposta di legge che mira all’istituzione di un registro nazionale degli orfani di femminicidio.
Questo elenco centralizzato ufficiale dovrebbe fornire alle amministrazioni competenti dati aggiornati e verificabili, fondamentali per orientare le politiche pubbliche a sostegno degli orfani e per valutarne l’effettiva attuazione.
A dichiararlo è stata Mara Carfagna, segretario di Noi moderati, intervenuta a Lamezia Terme durante un convegno sul tema “Orfani di femminicidio: quali tutele per i figli delle vittime”, al quale ha partecipato anche la senatrice del Pd Valeria Valente.
Benefici del registro e superamento delle lungaggini burocratiche
L’introduzione di questo registro porterebbe diversi vantaggi significativi.
In primo luogo, consentirebbe l’immediata presa in carico da parte dei servizi sociali.
In secondo luogo, metterebbe a disposizione degli orfani e dei loro tutori un documento unico informativo.
Questo strumento permetterebbe loro di conoscere i propri diritti e i sostegni a cui hanno accesso, contribuendo a superare le lungaggini burocratiche che spesso scoraggiano l’iter necessario per accedere a tali aiuti.
Alleanza trasversale e dignità degli orfani
L’importanza della collaborazione femminile in politica
Valeria Valente ha sottolineato l’importanza di mantenere un’alleanza trasversale tra donne su questi temi.
Ha evidenziato come, nella storia delle conquiste di emancipazione, libertà e autonomia femminile, la collaborazione sia stata cruciale per ottenere risultati significativi.
La senatrice ha ribadito la sua convinzione, condivisa con Mara Carfagna, sull’efficacia di costruire convergenze per raggiungere obiettivi comuni.
L’approccio rispettoso verso gli orfani di femminicidio
La senatrice ha ricordato il lavoro svolto, pochi mesi dopo la legge del 2018 sugli orfani di femminicidio, per l’emanazione del regolamento attuativo del 2020.
Ha inoltre espresso la preferenza di non definire questi giovani come “orfani speciali”, poiché tale termine potrebbe evocare una condizione che merita rispetto e dignità. È fondamentale, ha aggiunto, assumere il punto di vista dei ragazzi e dei bambini coinvolti, comprendendo che ognuno elaborerà il proprio vissuto in modo diverso, crescendo e maturando con sensibilità individuali.
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