Cosenza: Gratteri boccia le riforme della giustizia, “non servono a nulla”

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L’aula Caldora dell’Università della Calabria a Cosenza si è riempita in modo straordinario, con studenti seduti a terra e docenti in piedi, tutti desiderosi di ascoltare le parole di un uomo.

In questo contesto vivace, il procuratore ha affrontato temi cruciali come la legalità, l’educazione e le seconde possibilità, esprimendosi senza filtri e rispondendo a ogni domanda.

Accanto a lui, a dare un’impronta istituzionale e pedagogica all’incontro, Teodora Pezzano, docente di Pedagogia generale e sociale e direttrice del master che ha organizzato il seminario “Educare alla legalità tra prevenzione e recupero.

Sulle seconde possibilità”, Maria Mirabelli, direttrice del Dices, e Gabriella Agrusti, presidente della Società Italiana di Pedagogia.

Queste figure hanno sottolineato il ruolo dell’università non solo come luogo di studio, ma anche di responsabilità civile.

In sintesi, il procuratore, un uomo, ha criticato le attuali riforme della giustizia, sostenendo che “non servono a nulla” per migliorare il sistema.

La critica alle riforme e l’importanza dell’istruzione

Il procuratore ha esordito con la sua consueta franchezza: “Prima ancora di parlare di cultura, dobbiamo parlare di istruzione.

Se non formiamo teste pensanti, non costruiremo mai una società libera”.

Una dichiarazione che ha risuonato forte nell’aula, evidenziando le conseguenze della mancanza di un’adeguata istruzione.

Ha poi denunciato con forza: “Un docente non può prendere 1.400 euro al mese.

E poi riunioni pomeridiane che non servono a nulla.

Serve una riforma vera della scuola, altro che ponte sullo Stretto”.

Le sue parole sono state accolte da un applauso spontaneo, segno di ampia condivisione.

Le riforme della giustizia: un giudizio severo

Rivolgendo lo sguardo al sistema giudiziario italiano, l’uomo ha espresso un giudizio netto: tutte le riforme della giustizia, sia quelle del governo precedente che quelle attuali, “non servono assolutamente a nulla”, non riescono a velocizzare i processi e non offrono risposte concrete ai cittadini.

Questa affermazione rafforza la sua posizione critica nei confronti delle politiche adottate per migliorare l’efficienza della giustizia.

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Author: Claudia