Parole Dialettali Calabresi, il significato

Parole Dialettali Calabresi, il significato

Inizia la nostra rubrica di Parole Dialettali Calabresi curata da Ivano Verduci. Ogni settimana Ivano ci fornirà sette parole dialettali con una piccola spiegazione del loro significato. Naturalmente ogni consiglio, suggerimento e spiegazione su questa rubrica e’ sempre ben accetto. 

Parole Dialettali Calabresi, le sette parole

Iniziamo questa settimana la rubrica delle Parole Dialettali Calabresi con le prime sette parole che Ivano Verduci ci ha fornito. Un lungo escursus, il suo, da calabrese appassionato della lingua dialettale 

  • BROCCIA: Forchetta.Presumibilmente deriva dal francese broche letteralmente spiedo. 
  • COCULU: Rosso dell’uovo. 
  • CHICHIRIDDHU: Parte appuntita del limone.
  • TUMPULUNI: Schiaffo. Spesso si intende goliardicamente.
  • MUNGIBEDDHU: Così era chiamato il vulcano Etna.
  • ZIPANGULU: Anguria. Molto utilizzato nella zona jonica, Locride e catanzarese.
  • ZZACCNU: Ovile. 

Significato rubrica

La decisione di creare un piccolo spazio su Ntacalabria dedicato alle Parole Dialettali Calabresi nasce dall’esigenza di molte persone, soprattutto calabresi emigrati fuori dai confini calabresi. Un angolo del web dove ognuno potra’ naturalmente condividere le parole che ricorda o di cui vuole sapere il significato. Come scritto in premessa, questa piccola rubrica non vuole essere un’angolo culturale fatto da esperti. Per questo motivo eventuali errori, significati troncati e suggerimenti sono ben graditi da tutti. Il nostro invito e’ rivolto a tutti coloro che ci leggono, esperti della lingua e non.

Ecco a voi alcuni detti calabresi.

‘Cca sutta non chiovi

‘O caru ‘ccattacci, o ‘mercatu pensaci

Buona lettura a tutti

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