Questo post é stato letto 300 volte!
Trasformare il contrasto al bullismo da una reazione al disagio a una strategia di prevenzione consapevole. Con questo spirito è stata presentata al Polo Culturale “Mattia Preti” del Consiglio regionale la seconda edizione di “Ti Sbullu!”.
Non è solo un concorso. È una rete. È un messaggio alle scuole, alle famiglie e alle istituzioni.
I dati sul bullismo in Calabria: numeri che fanno paura
Prima di tutto, i fatti. In Calabria, come a livello nazionale, circa il 67% dei ragazzi subisce soprusi quotidiani e il 27% è vittima di bullismo sistematico.
Numeri che pesano. Che richiedono risposte concrete. Il Garante regionale Antonio Lomonaco è netto: «Non possiamo più permetterci di inseguire il problema. Dobbiamo anticiparlo».
Nasce così l’idea del “Modello Calabria”. Un sistema attento all’ascolto e integrato che non lascia indietro i più fragili, con un montepremi importante messo in palio per stimolare la creatività degli studenti su temi come l’ascolto e la tutela reciproca.
Come funziona Ti Sbullu: spot video e scuole protagoniste
Il cuore del progetto è la creatività dei ragazzi. Il concorso è rivolto a tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo grado della Calabria e prevede la realizzazione, in gruppo, di uno spot video dedicato ai temi del rispetto, della responsabilità, dell’ascolto e della prevenzione del bullismo. La scadenza per la presentazione dei lavori è fissata al 30 maggio 2026. I video saranno valutati da una commissione secondo criteri di originalità, attinenza al tema, efficacia comunicativa e chiarezza della descrizione.
Ogni gruppo è coordinato da un docente referente. Ogni scuola può presentare un solo elaborato.
La proposta del mediatore scolastico
Oltre al concorso, il Garante Lomonaco ha lanciato una proposta inedita. Accanto alla figura dello psicologo, intende creare un protocollo con le università per introdurre un mediatore esperto nelle scuole: una figura preparata in grado di fare da tramite tra la vittima di bullismo e il bullo, per ricostruire la frattura creata dall’atto illegale.
Particolarmente significativa è stata la presenza della madrina del concorso, Laura Lena Forgia, da tempo impegnata nella sensibilizzazione contro il bullismo. Volto noto del cinema e della televisione, ha trasformato il suo percorso personale in testimonianza pubblica e impegno civile.
Il progetto si conferma non solo come una competizione scolastica, ma come una vera e propria rete di protezione che vede istituzioni, scuole e famiglie unite per garantire ai giovani calabresi un ambiente di crescita sicuro e consapevole.
Questo post é stato letto 300 volte!

