Processo “Propaggine” a Reggio Calabria: riformate alcune condanne

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La prima sezione penale della Corte d’Appello di Reggio Calabria ha pronunciato la sentenza di secondo grado nel processo nato dall’inchiesta “Propaggine”, riformando parzialmente le decisioni di primo grado.

Il verdetto, emesso oggi, mercoledì 2 luglio 2026, si è espresso sui ricorsi presentati da diversi imputati e dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria.

Questo importante sviluppo giudiziario riguarda le attività di un’associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’indagine, condotta congiuntamente dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Roma e Reggio Calabria, aveva ipotizzato l’esistenza di un sodalizio criminale facente capo alla “cosca Alvaro”.

Tale organizzazione era attiva tra le province di Reggio Calabria e Roma.

Un primo troncone processuale è già giunto a conclusione nella capitale, con numerose condanne per le ramificazioni romane della cosca.

Questo secondo troncone, invece, è stato radicato presso il Tribunale collegiale di Palmi, dove l’11 aprile 2025 era stata emessa la sentenza di primo grado.

Quattro assoluzioni e scarcerazioni immediate nel processo “Propaggine” a Reggio Calabria

Il dato più significativo della sentenza d’Appello riguarda il ribaltamento delle condanne di primo grado per quattro imputati.

Essi sono stati assolti con formula piena “per non aver commesso il fatto” in relazione al reato associativo contestato al capo 1.

Di conseguenza, la Corte ha dichiarato la perdita di efficacia delle misure cautelari, disponendo l’immediata liberazione di questi soggetti, se non detenuti per altra causa.

Tra gli assolti figurano Antonio Alvaro, Alfredo Ascrizzi, Francesco Luppino e Carmelo Versace.

Sconti di pena e altre posizioni giuridiche

La sentenza d’Appello ha anche modificato l’entità di alcune sanzioni e posizioni giuridiche rispetto al verdetto del Tribunale di Palmi.

Per Francesco Carmelitano, la Corte ha ridotto la condanna infliggendo 12 anni di reclusione.

Inoltre, è stata completamente annullata la dichiarazione di abitualità nel reato che in primo grado gravava su Antonino Penna, la cui condanna è stata comunque confermata per gli altri reati.

I giudici di secondo grado hanno rigettato i restanti gravami, confermando le statuizioni del primo grado per le posizioni non menzionate.

Sono state altresì confermate le precedenti assoluzioni, contro le quali la Procura Generale della DDA di Reggio Calabria aveva interposto appello.

Restano quindi assolti Carmelo Alvaro, Giovanni Penna, Carmela Penna e Maurizio Rustico, per il quale è stata confermata l’esclusione dell’aggravante mafiosa e la sopravvenuta prescrizione del reato.

Oltre al già citato Antonino Penna, resta confermata la responsabilità penale per Domenico Alvaro e per la stessa Carmela Penna, in relazione ad altri capi d’accusa, con conseguente condanna al pagamento delle spese del giudizio di gravame.

La Corte si è riservata un termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza.

Parallelamente, è stata disposta la sospensione dei termini di durata massima delle misure custodiali per gli imputati, sempre per lo stesso periodo.

Questo garantisce un’attesa necessaria per la stesura delle motivazioni complete del verdetto.

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Author: Claudia