‘Ndrangheta armi da guerra a Gioia Tauro: tre arresti

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Un blitz della Guardia di Finanza scuote la Piana di Gioia Tauro. Tre persone finite in manette per traffico e detenzione di armi. Nel mirino anche la cosca Molé.

La ‘Ndrangheta e il traffico di armi da guerra tornano al centro della cronaca a Gioia Tauro. Nella mattina del 28 marzo 2026, la Guardia di Finanza ha eseguito tre arresti nell’area di Reggio Calabria. Le accuse riguardano detenzione e vendita di armi da guerra, armi comuni e armi clandestine.

Il ruolo della DDA e del GIP

L’operazione è scaturita da un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Su richiesta della DDA, il Giudice per le Indagini Preliminari Andrea Iacovelli ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare. Il provvedimento ha colpito i tre indagati.

Uno di loro è ritenuto vicino alla cosca Molé. Si tratta di uno dei clan più radicati nel territorio di Gioia Tauro.

Cosca Molé: chi è nel mirino

La cosca Molé è storicamente legata alla ‘Ndrangheta della Piana. Il suo coinvolgimento in questa operazione conferma il ruolo delle organizzazioni criminali calabresi nel traffico illegale di armamenti. Non si tratta di armi comuni. Secondo gli inquirenti, nel giro finivano anche armi da guerra.

Conferenza stampa in mattinata

Nelle ore successive al blitz, le autorità hanno annunciato una conferenza stampa. I dettagli dell’operazione saranno resi noti dagli investigatori della Guardia di Finanza.

 

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Author: Consuelo