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A Ortì, borgo dell’area collinare di Reggio Calabria, è stato ufficialmente costituito il comitato di quartiere Ortì, un’iniziativa che mira a dare voce alla comunità e a promuovere la partecipazione attiva dei residenti. Questo nuovo organismo si inserisce nella rete dei comitati cittadini, rappresentando un importante passo per la tutela e la valorizzazione della frazione.
L’iniziativa è nata grazie a un gruppo di giovani promotori che, da mesi, lavorava per tracciare un percorso di partecipazione popolare. L’assemblea costituente, tenutasi nella Sala Parrocchiale “Mons. Ferro” di Ortì, ha registrato una straordinaria affluenza di residenti, inclusi coloro che per motivi lavorativi vivono ormai in città. Questa partecipazione ha evidenziato non solo il profondo attaccamento alle radici, ma anche la condivisa necessità di rivitalizzare il borgo e contrastarne lo spopolamento.
Obiettivi e funzionamento del comitato di quartiere
Durante l’incontro, il gruppo promotore ha illustrato la natura, il funzionamento e l’importanza strategica del comitato di quartiere, concepito come presidio di partecipazione attiva per la tutela e la valorizzazione della frazione. Gli abitanti ripongono grande fiducia in questa nuova realtà, vedendola come un’occasione concreta per far sentire la voce di una comunità con una storia significativa in molti campi.
Il borgo di Ortì, un tempo ambita meta di villeggiatura, vuole tornare ad essere un punto di riferimento per la collina, valorizzando le sue peculiarità naturalistiche, storiche ed enogastronomiche.
La struttura e i primi passi del direttivo
I lavori dell’assemblea sono stati moderati dal dottor Giuseppe Lombardo, che ha sottolineato il profilo istituzionale dell’iniziativa. Il comitato di quartiere è infatti un soggetto giuridico apartitico, riconosciuto dalla legge e normato da un apposito regolamento comunale che ne definisce il ruolo nella partecipazione democratica alla vita politico-amministrativa cittadina. Questo strumento legittimo permetterà ai cittadini di interloquire in modo strutturato e diretto con le istituzioni locali, rappresentando le proprie istanze all’amministrazione comunale.
Molti interventi dei cittadini hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando il valore di un progetto animato dall’intenzione autentica di operare per il bene della comunità, rilanciando il borgo dall’isolamento e dall’abbandono.
Hanno garantito il loro contributo anche le numerose realtà associative e i centri culturali del territorio, dalla secolare banda musicale ai gruppi teatrali, fino al Museo della Seta. Il confronto si è concluso con l’intervento del parroco Domenico Greco, che ha accolto favorevolmente la nascita del comitato, auspicando la massima collaborazione con la parrocchia. L’obiettivo primario emerso dai lavori è quello di invertire il progressivo spopolamento della collina, sfruttando la memoria storica e l’energia dei giovani.
Il direttivo eletto
L’assemblea ha raccolto le candidature spontanee per il gruppo di lavoro operativo, primo passo verso la costituzione ufficiale del comitato. Il direttivo è stato formalmente costituito e i suoi membri sono: Rosetta Furfari, Guglielmo Votano, Domenico Cariddi, Celestino Guarnaccia, Annamaria Bova, Vincenzo Spanò, Demetrio D’Agostino, Giuseppe Lombardo, Cosimo Spanò, Domenico Iaria, Caterina Aricò, Rosanna Guarnaccia, Matteo Messina, Domenico Lombardo e Caterina Spanò.
Le cariche ratificate dall’assemblea sono: Presidente Guglielmo Votano, Vice Presidente Domenico Cariddi, Segretario Celestino Guarnaccia, Tesoriere Annamaria Bova, 1° Consigliere Vincenzo Spanò e Presidente Onorario Rosetta Furfari.
Come abbiamo riportato, anche il quartiere Candeloro di Reggio Calabria sta affrontando un percorso di restyling. La costituzione di questi comitati è un segnale forte di come le comunità si stiano mobilitando per il proprio futuro. L’allontanamento forzato per necessità lavorative ha portato molte famiglie a chiudere le proprie abitazioni e ad abbandonare le ritualità comunitarie. Tuttavia, emerge una nuova consapevolezza, con un desiderio di riscoprire stili di vita più naturali e il valore dell’essere comunità.
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