Minacce figli sindaca Gioia, si incatena al comune

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La sindaca di Gioia Tauro ha annunciato un gesto estremo, dichiarando di volersi incatenare al comune e iniziare uno sciopero della fame. Questa decisione arriva a seguito di gravi minacce di morte rivolte ai suoi figli e al cane, una situazione che ha generato profonda preoccupazione nella comunità. Le minacce ai figli della sindaca di Gioia Tauro hanno spinto la prima cittadina a chiedere un intervento diretto del ministro dell’Interno.

Le intimidazioni e la richiesta di tutela

La sindaca ha rivelato di aver ricevuto due messaggi intimidatori consegnati a mano presso la sua abitazione. Il primo, risalente al 18 dicembre, conteneva auguri natalizi e sette proiettili, di cui quattro per Kalashnikov. Dopo questo episodio, la Prefettura di Reggio Calabria non ha adottato alcuna misura. Il 25 agosto, è giunta una seconda lettera con una minaccia esplicita: “Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane”.

La sindaca ha sottolineato che il figlio minore, diabetico, è costretto a rimanere in casa da quindici giorni, interrompendo le passeggiate necessarie per la sua salute.

[H3]La mancata risposta della Prefettura[/H3> Il 26 agosto, la sindaca ha inviato una PEC alla Prefettura, sollecitando l’adozione di misure di tutela adeguate, ma non ha ricevuto alcuna risposta, né formale né informale. La prima cittadina ha appreso dai giornali di una riunione tecnica di coordinamento, della quale non le sono stati comunicati né l’ordine del giorno né gli esiti.

Ha definito “vergognoso” il comunicato stampa della Prefettura che, per giustificare undici giorni di inazione, avrebbe dichiarato di aver appreso la notizia dai social media, nonostante la presenza di una PEC con ricevuta di consegna. Come avevamo già riportato, la sindaca di Gioia Tauro ha lanciato più volte un allarme sicurezza.

[H2]La polemica sulla Commissione d’accesso[/H2> La sindaca ha espresso il suo disappunto, osservando che la Prefettura di Reggio Calabria le ha inviato una Commissione d’accesso ispettivo, ma non intende fornirle tutela, temendo che ciò possa contrastare con la percezione che l’istituzione ha del comune di Gioia Tauro. Ha informato la Prefettura in dettaglio sui provvedimenti importanti adottati, suggerendo che la Commissione avrebbe dovuto essere inviata ad altre amministrazioni. La priorità, secondo la sindaca, è ora la sicurezza dei suoi due figli innocenti.

[H3]Un appello al ministro Piantedosi[/H3> “Considerato che hanno toccato i miei figli, io vado avanti, perché su questa cosa pretendo giustizia”, ha dichiarato la sindaca, chiedendo almeno una pattuglia davanti casa. Ha ipotizzato che il rifiuto di fornire protezione sia legato a un tentativo di infangare la sua onorabilità personale, senza alcun fondamento. Ha posto una domanda provocatoria: “Supponiamo che io sia l’amante di Totò Riina, se nello Stato italiano minacciano due ragazzi innocenti di morte hanno diritto a protezione questi ragazzi o no?”.

La sindaca ha ribadito di essere incensurata e senza indagini a suo carico. Ha concluso affermando che si incatenerà e farà lo sciopero della fame fino a quando il ministro Piantedosi non si recherà a Gioia Tauro, per rispetto dei cittadini onesti del comune. Ha citato il caso del sindaco di Bologna, che ha ricevuto una scorta per minacce sui social, contrapponendolo alla sua situazione in un territorio notoriamente difficile.

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Author: Consuelo