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A Vibo Valentia è stato istituito un osservatorio dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza sul personale sanitario, un’iniziativa che mira a tutelare medici, infermieri e operatori. Questo nuovo organismo nasce dalla crescente necessità di affrontare il fenomeno delle aggressioni e di adempiere agli obblighi normativi. Infatti, il decreto ministeriale del 13 gennaio 2022, attuativo della legge 113 del 2020, prevede che le aziende sanitarie monitorino le aggressioni, identifichino i fattori di rischio e trasmettano periodicamente i dati all’Osservatorio nazionale.
Un impegno congiunto per la sicurezza in sanità
L’osservatorio vibonese, frutto di un accordo tra l’Azienda sanitaria provinciale, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia e l’Istituto di criminologia di Vibo Valentia, intende colmare il divario tra le richieste normative e le risorse disponibili. L’Istituto di criminologia, attraverso il dipartimento di Ricerca sulle minacce ibride, fornirà gratuitamente supporto scientifico e attività di analisi. Questo permetterà di mettere in campo competenze specialistiche in ambito criminologico e sociologico.
Le attività principali dell’osservatorio
Tra le attività previste vi è l’audit criminologico, condotto direttamente nei presidi sanitari maggiormente esposti al rischio. Si inizierà dai pronto soccorso, dai servizi di continuità assistenziale e dai Centri Unici di Prenotazione (Cup). L’obiettivo è individuare gli elementi ambientali e relazionali che possono favorire l’escalation della rabbia, trasformando situazioni di tensione in aggressioni.
L’organismo si occuperà inoltre della redazione del Report scientifico annuale, destinato al Ministero della Salute, nell’ambito degli adempimenti previsti dall’Onseps. Inoltre, integrerà i dati raccolti nel Documento di valutazione dei rischi dell’Asp e svilupperà modelli di comunicazione trasparente nelle sale d’attesa. Una particolare attenzione sarà dedicata alla percezione dei tempi di attesa, considerati tra gli elementi che possono alimentare tensione e conflittualità con l’utenza.
Per una panoramica sulle criticità del settore, si veda anche l’articolo sulle aggressioni negli ospedali di Vibo Valentia.
Compiti e coordinamento tra le istituzioni
Il protocollo assegna compiti distinti alle tre istituzioni coinvolte. L’Istituto di criminologia offrirà le proprie competenze per gli audit e i report scientifici. L’Asp consentirà l’accesso ai presidi e fornirà dati anonimi e aggregati sugli eventi avversi, utilizzando le analisi per le proprie strategie di prevenzione e per gli adempimenti normativi. L’Ordine dei medici, invece, garantirà il raccordo con gli aspetti deontologici e professionali.
Collegherà inoltre l’attività dell’osservatorio alle linee guida della Federazione nazionale degli ordini dei medici, promuovendo iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Il coordinamento sarà affidato a un Comitato tecnico-scientifico, composto su base paritetica dai rappresentanti delle tre istituzioni. Questo protocollo, con una durata di tre anni, non comporterà oneri finanziari per le parti coinvolte. La situazione della sanità a Vibo Valentia è da tempo sotto la lente di ingrandimento.
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