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I Maestri Domenico (padre) e Rocco Fabio (figlio) Spanò, rappresentano le pietre miliari di una delle più antiche discipline del mondo, oltre che punti di riferimento, a livello nazionale, per molti atleti, insegnanti tecnici e appassionati. Il Maestro Mimmo Spanò, professionista di alto livello dei Vigili del Fuoco reggini, ha plasmato tante campionesse e campioni nel Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria e, attualmente, riveste ruoli tecnici a livello nazionale, oltre che quello di presidente del settore, a livello regionale, nella FIJLKAM, la federazione ufficiale e unica del CONI di judo, lotta, karate e arti marziali. Suo erede naturale il figlio e maestro Fabio Rocco, allenatore della squadra azzurra giovanile ed appartenente all’Arma dei Carabinieri. I tanti successi, a livello nazionale e internazionale, hanno fatto assurgere la famiglia Spanò, quale rappresentante emblematica e vessillo, nella Magna Grecia, della lotta, una delle più antiche forme di combattimento. Le origini di questa disciplina sportiva olimpica, risalgono a oltre quindicimila anni fa. In alcune caverne, in Francia, infatti, sono stati rinvenuti dipinti di soggetti umani intenti a combattere. Reperti archeologici babilonesi ed egizi mostrano lottatori utilizzare gran parte delle tecniche note nelle competizioni sportive, anche nell’epoca contemporanea. Nell’antica Grecia, la lotta occupava un posto rilevante nella leggenda e nella letteratura (vedi riferimenti nell’Iliade). La lotta, inoltre, era la disciplina principale negli antichi giochi olimpici. Durante il Medioevo, la lotta rimase popolare a livello regionale e venne patrocinata da molte famiglie reali, incluse quelle francesi, giapponesi ed inglesi.
Tecniche lottatorie sono descritte nei manuali di arti marziali europee come mezzo di difesa personale per eccellenza. Grande impulso, al settore, in Italia, viene dalla famiglia Spanò, che opera a Reggio Calabria ormai da svariati decenni.
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