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La sanità calabrese si trova nuovamente in una fase di incertezza, con la Corte dei conti che ha sollevato dubbi significativi sulla decisione di porre fine al commissariamento.
Questa situazione prolunga il periodo di transizione per il sistema sanitario regionale, che era sotto regime commissariale da oltre 15 anni.
La delibera del Consiglio dei ministri, che lo scorso aprile aveva annunciato la fine del commissariamento, è ora sotto osservazione.
I dubbi della Corte dei conti sul metodo e sul merito
L’Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio ha inviato una nota dettagliata, richiedendo chiarimenti sulla delibera.
I dubbi riguardano sia il metodo adottato per la decisione presa a Palazzo Chigi, sia il merito della stessa. È stato concesso un termine di 30 giorni per presentare le controdeduzioni.
In questo intervallo, i termini del controllo preventivo rimangono sospesi.
Le conseguenze del blocco delle attività
Questa situazione comporta un blocco quasi totale delle attività amministrative.
Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non può firmare atti né come commissario ad acta né come “assessore ad interim”.
Di conseguenza, la Cittadella regionale non ha ancora recuperato pienamente i poteri che le spetterebbero con la fine del commissariamento.
La mancanza di un quadro definito rallenta ogni processo decisionale e operativo, incidendo sulla gestione quotidiana della sanità.
Questi sviluppi sottolineano la complessità della transizione e la necessità di garantire la piena legittimità di ogni passo istituzionale.
La situazione genera preoccupazione circa la stabilità e l’efficienza del sistema sanitario regionale.
In questo contesto, l’attenzione resta alta sulle prossime mosse e sulle risposte che verranno fornite alla Corte dei conti.
La sanità in Calabria è un tema sempre caldo.
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