Omicidio imprenditore a Milano: possibile mano della ‘ndrangheta

Questo post é stato letto 770 volte!

Un orribile scenario emerge dalle indagini milanesi: un imprenditore lombardo è stato prima spogliato dei suoi beni, poi attirato in un appuntamento-trappola, assassinato e il suo corpo fatto sparire.

La regia di questo efferato delitto, avvenuto nel luglio del 2021 a Besate, sarebbe riconducibile a un potente clan della ‘ndrangheta della Locride, trapiantato a Milano e provincia.

La svolta nelle indagini sull’omicidio di Pasquale Lamberti

A distanza di cinque anni, i magistrati milanesi della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), tra cui il pubblico ministero Simona Ferraiuolo, hanno impresso una svolta significativa a uno dei “cold case” più misteriosi della Lombardia.

Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per l’omicidio del settantenne imprenditore Pasquale Lamberti, originario di Paderno Dugnano.

Le accuse e gli indagati

Gli indagati sono un imbianchino di 59 anni, originario della Piana di Gioia Tauro, e sua moglie, di 61 anni, residenti nel Pavese.

Sono accusati di aver partecipato all’omicidio di Lamberti e di aver fatto sparire il suo cadavere.

Un altro indagato dalla DDA milanese, con le stesse accuse, è un sessantenne di Campobasso, già in carcere per bancarotta fraudolenta e altri reati tributari.

Il ruolo del clan Bruzzaniti di Africo

Secondo gli inquirenti, i tre avrebbero agito per agevolare il potente clan Bruzzaniti di Africo.

Inoltre, sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori e dei Carabinieri sono finite altre due persone, uno zio e un nipote di circa 60 anni, entrambi con precedenti specifici.

Si ritiene che questi ultimi siano organici al nutrito e potente “ramo” lombardo della cosca di Africo.

La Procura di Reggio Calabria ha spesso investigato sulla presenza della ‘ndrangheta sul territorio.

Leggi pure

Questo post é stato letto 770 volte!

Author: Claudia