Il Liceo “Mazzini” di Locri porta il bullismo in Tribunale

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Il Liceo “Mazzini” di Locri porta il bullismo in Tribunale: studenti protagonisti di una simulazione processuale
Le pesanti porte dell’aula del Tribunale di Locri si sono aperte, sabato 9 maggio 2026, per un’occasione speciale: non un processo ordinario, ma una significativa simulazione processuale che ha visto protagonisti gli studenti del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “G. Mazzini” di Locri.
Al centro dell’esperienza, un tema purtroppo sempre attuale e delicato: il bullismo.

Sotto lo sguardo solenne della scritta “La legge è uguale per tutti”, i ragazzi hanno abbandonato, per un giorno, i consueti panni di studenti per vestire quelli di giudici, avvocati, testimoni e imputati, dando vita a un processo simulato capace di coniugare apprendimento, riflessione ed educazione civica.
L’iniziativa, coordinata dalle referenti prof.ssa Evelina Cappuccio e prof.ssa Caterina Rita Franco, con la supervisione della dott.ssa Roberta Mallamaci, presidente dell’associazione DIKE, rappresenta il momento conclusivo di un articolato percorso di Educazione alla Legalità avviato nei mesi scorsi e sviluppato grazie alla collaborazione tra la scuola, il Tribunale di Locri e l’associazione DIKE.
La simulazione ha ricostruito una vicenda di vessazioni e prevaricazioni tra coetanei, mettendo in evidenza il confine sottile, ma invalicabile, tra la goliardia e il reato.
L’accusa ha posto l’attenzione sulle conseguenze psicologiche e sociali subite dalla vittima, mentre la difesa ha cercato di contestualizzare l’accaduto, analizzando le dinamiche del gruppo e le responsabilità individuali. Fondamentale anche il ruolo dei testimoni, che hanno dato voce a quel “muro di silenzio” che troppo spesso accompagna episodi di bullismo e discriminazione.
L’obiettivo dell’incontro non era soltanto quello di far conoscere agli studenti il funzionamento della procedura penale, ma soprattutto di sviluppare una profonda consapevolezza civica ed empatica.
Entrare in un vero tribunale, confrontarsi con il linguaggio della giustizia e riflettere sulle conseguenze concrete delle proprie azioni ha permesso ai ragazzi di trasformare la teoria in esperienza vissuta. Attraverso il confronto diretto con i temi della responsabilità, del rispetto e della tutela della persona, gli studenti hanno potuto comprendere quanto anche i comportamenti apparentemente “banali”, dentro e fuori la scuola o sui social, possano avere implicazioni serie e dolorose.
L’esperienza si è conclusa con una sentenza simbolica che ha ribadito un principio chiaro e fondamentale: la dignità della persona non è mai negoziabile.
Il Liceo “G. Mazzini” di Locri, sotto la guida della dirigente scolastica prof.ssa Rosalba Antonella Zurzolo, conferma ancora una volta la propria vocazione educativa e sociale, promuovendo percorsi capaci di formare cittadini consapevoli, responsabili e attenti ai valori della legalità e del rispetto reciproco.

Studenti e genitori presenti hanno espresso profonda gratitudine nei confronti di quanti hanno reso possibile questo significativo percorso di crescita, dedicando un sentito ringraziamento alle docenti referenti e alla presidente dell’associazione DIKE, dott.ssa Roberta Mallamaci, per l’impegno, la passione e la sensibilità dimostrati nel guidare i giovani in un’esperienza tanto formativa quanto coinvolgente.

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Author: Ntacalabria Redazione J