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Un nuovo e significativo segnale dei profondi cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo arriva dalle acque di Capo Colonna. Nel corso della giornata di ieri, 6 settembre 2026, durante un’attività di ispezione e monitoraggio costiero condotta dai soci del Circolo per l’Ambiente IBIS, è stato catturato un esemplare di pesce foglia (Lobotes surinamensis). Questa specie è di particolare interesse per lo studio della presenza e della diffusione di organismi non indigeni nel Mediterraneo.
Il ritrovamento di pesce foglia a Capo Colonna è avvenuto nell’ambito delle attività previste dalla convenzione tra il Circolo per l’Ambiente IBIS e l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, oltre alla partecipazione dell’associazione al progetto scientifico AlienFish.
Il pesce foglia e la sua biologia
L’esemplare catturato è stato immediatamente conservato e sarà inviato all’Università di Catania per approfondimenti scientifici e analisi genetiche del DNA. Questo contribuirà alla raccolta di nuovi dati sulla distribuzione e sull’origine della specie nel Mediterraneo. Il Lobotes surinamensis, appartenente alla famiglia dei Lobotidae, è una specie facilmente riconoscibile. Infatti, possiede un corpo alto e compresso lateralmente e pinne dorsale, anale e caudale caratterizzate da ampi lobi arrotondati.
Questa conformazione gli conferisce il tipico aspetto di una grande foglia galleggiante. I giovani esemplari, in particolare, sfruttano questo straordinario mimetismo, lasciandosi trasportare dalle correnti e confondendosi con materiali galleggianti. La specie può raggiungere dimensioni considerevoli, superando il metro di lunghezza.
Diffusione e monitoraggio nel Mediterraneo
Il pesce foglia è diffuso prevalentemente nelle acque tropicali e subtropicali degli oceani Atlantico e Indo-Pacifico. La sua presenza nel Mediterraneo è considerata di particolare interesse e viene monitorata con attenzione nell’ambito dello studio delle specie non indigene e dei cambiamenti nella distribuzione della fauna marina. Le osservazioni di questa specie nel Mediterraneo sono state per lungo tempo sporadiche.
Tuttavia, negli ultimi anni, le segnalazioni hanno evidenziato una crescente presenza nel bacino centrale e nelle acque italiane, rendendo ogni nuovo ritrovamento scientificamente significativo.
L’importanza della ricerca e della citizen science
Girolamo Parretta, presidente del Circolo per l’Ambiente IBIS, ha dichiarato: “Questo ritrovamento dimostra ancora una volta quanto sia importante mantenere un’attività costante di osservazione delle nostre coste e dei nostri fondali. Il Mediterraneo sta attraversando profondi cambiamenti e la comparsa, l’aumento o lo spostamento di specie provenienti da altri mari rappresentano fenomeni che dobbiamo documentare con attenzione scientifica”.
Il coinvolgimento dei cittadini, dei pescatori, dei subacquei e di tutte le persone che frequentano il mare è oggi uno strumento fondamentale per comprendere ciò che sta accadendo. Il Circolo IBIS continuerà a mettere a disposizione la propria esperienza e la propria rete di volontari per contribuire concretamente alla ricerca scientifica. Ogni osservazione può essere importante: una fotografia, un video, l’indicazione precisa del luogo e della data di un avvistamento possono fornire dati preziosi per ricostruire la distribuzione delle specie e comprenderne l’evoluzione nel Mediterraneo.
Il progetto AlienFish rappresenta un importante strumento di monitoraggio delle specie marine non indigene e insolite nelle acque italiane, valorizzando il contributo della citizen science. Questo coinvolge direttamente pescatori, subacquei, apneisti e semplici cittadini nella raccolta di dati scientificamente utili.
Collaborazioni e appello alla comunità
Il Circolo per l’Ambiente IBIS ringrazia il professor Francesco Tiralongo dell’Università di Catania per la direzione scientifica e per il costante supporto alle attività di monitoraggio e ricerca sulle specie aliene e non indigene nel Mediterraneo. Un sentito ringraziamento è rivolto anche al dottor Piero Cappa dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, per la sua disponibilità e collaborazione nello sviluppo delle attività di monitoraggio e conoscenza della biodiversità marina del territorio crotonese.
Il Circolo IBIS rivolge un appello a pescatori, subacquei, apneisti, diportisti e cittadini: chiunque dovesse osservare o catturare esemplari riconducibili al pesce foglia (Lobotes surinamensis), o altre specie insolite e potenzialmente non indigene, è invitato a documentare l’avvistamento con fotografie o video e a segnalarlo al Circolo IBIS, indicando località, data, profondità e condizioni dell’osservazione.
“Conoscere il nostro mare significa prima di tutto osservarlo”, ha concluso Parretta. “Ogni segnalazione può trasformarsi in un dato scientifico e ogni dato può aiutarci a comprendere meglio i cambiamenti che stanno interessando uno degli ecosistemi più preziosi e delicati del pianeta”.
Per questo motivo, continueranno a lavorare insieme alle istituzioni, all’Area Marina Protetta Capo Rizzuto, all’Università di Catania e ai partner scientifici, affinché la costa crotonese possa diventare sempre più un importante laboratorio a cielo aperto per lo studio, il monitoraggio e la tutela della biodiversità marina.
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