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Il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, ha sottolineato l’importanza di un intelligenza artificiale uso controllato nel settore giudiziario. Durante una lectio magistralis tenuta all’Università Magna Graecia di Catanzaro, il presidente Amoroso ha evidenziato come i provvedimenti debbano essere sempre motivati dal giudice, che può avvalersi dei sistemi di intelligenza artificiale senza però esserne sostituito.
L’IA negli uffici giudiziari: sperimentazioni in corso
Amoroso ha illustrato le diverse sperimentazioni in atto negli uffici giudiziari italiani. In Cassazione, per esempio, è in uso il sistema Copilot per la selezione e la classificazione dei documenti. Allo stesso modo, anche la Corte Costituzionale ha avviato un’iniziativa per sviluppare un sistema proprietario, destinato a operare esclusivamente sui dati interni della Corte. Questo approccio garantisce maggiore sicurezza e specificità nell’utilizzo delle informazioni.
Il ruolo insostituibile del giudice
Il presidente ha ricordato che la Cassazione ha già annullato una sentenza in cui era stato fatto un uso improprio dell’intelligenza artificiale. Questa decisione ribadisce un principio costituzionale fondamentale: la motivazione dei provvedimenti spetta al giudice. L’IA, dunque, rappresenta un’opportunità significativa se ben gestita e tenuta sotto controllo. “È un fiume che non si può fermare”, ha affermato Amoroso, “però va regolato, come già avviene con il Regolamento europeo e la legge 132 dello scorso anno”.
L’obiettivo è dominare la tecnologia per evitare di esserne travolti.
Un messaggio di speranza per il futuro
Rivolgendosi ai giovani studenti, Giovanni Amoroso ha espresso un messaggio di speranza e ottimismo. “Il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto”, ha dichiarato. L’intelligenza artificiale, se usata correttamente, rappresenta una grande opportunità, specialmente per le nuove generazioni che ne fruiranno ancora di più.
Sulla legge elettorale: la scadenza del mandato
In merito alle questioni relative alla normativa elettorale, Amoroso ha preferito non entrare nel merito, richiamando le ordinanze di rimessione annunciate. Ha inoltre ricordato la prossima scadenza del suo mandato presidenziale, affermando che assisterà “da fuori” al verdetto della Corte.
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