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Mercoledì 15 luglio, il Campus Universitario “S.
Venuta” di Catanzaro ha ospitato un workshop di grande rilievo, focalizzato su innovazione e chirurgia mininvasiva in ambito cardiochirurgico.
L’evento, intitolato “Tecnologie Avanzate in Chirurgia Cardiaca – Bioprotesi Valvolari, Accessi mini-Invasivi e Trans-Catetere, mini-circolazione extracorporea”, ha visto la partecipazione di numerosi professionisti.
Erano presenti cardiochirurghi, anestesisti, rianimatori, cardiologi, chirurghi vascolari, medici in formazione specialistica e infermieri, tutti riuniti per approfondire le ultime frontiere della medicina cardiovascolare.
Focus sulle nuove tecnologie in cardiochirurgia
Durante il workshop sono state illustrate le più moderne protesi biologiche impiegate nella sostituzione delle valvole cardiache.
In particolare, si è discusso delle tecniche di accesso mini-invasivo, sia toracotomico che trans-ascellare, e della mini-circolazione extracorporea.
Inoltre, sono stati presentati gli attuali orientamenti della cardiologia interventistica trans-catetere, tutte pratiche innovative già in uso presso il presidio Mater-Domini della A.O.U.
Dulbecco di Catanzaro.
Le relazioni scientifiche e il dibattito tra esperti
I lavori scientifici sono stati aperti dalle relazioni sulle nuove protesi valvolari biologiche.
Queste sono state presentate dai cardiochirurghi della Dulbecco e da esperti nella ricerca di nuovi biomateriali, con un’attenzione specifica alle protesi valvolari “senza suture”, utilizzate da oltre dieci anni nella Cardiochirurgia del Policlinico di Catanzaro.
Successivamente, si è tenuto un vivace dibattito sugli accessi minimamente invasivi per alcuni tipi di interventi cardiochirurgici.
A confronto vi erano i cardiochirurghi di Catanzaro, il dottor Fratto della Cardiochirurgia di Reggio Calabria, e i professori Rinaldi di Torino e Di Eusanio di Ancona.
Le conclusioni del workshop sono state affidate al professor Torella, che ha illustrato le nuove frontiere del trattamento transcatetere delle valvulopatie, e al dottor Curcillo, coordinatore tecnico della circolazione extracorporea della Cardiochirurgia di Catanzaro, che ha approfondito la mini-circolazione extracorporea.
L’importanza della formazione e dell’informazione
Il professor Mastroroberto ha sottolineato la duplice funzione di eventi come questo workshop.
Infatti, essi rivestono un ruolo didattico-scientifico, data l’afferenza di Scuole di Specializzazione e Corsi di Laurea, e un ruolo sanitario e divulgativo.
Quest’ultimo aspetto è cruciale per informare correttamente la popolazione calabrese sulle possibilità di assistenza e cura per le patologie cardiache.
La Cardiochirurgia della A.O.U.
Dulbecco di Catanzaro offre interventi con protesi valvolari di ultimissima generazione e lunga durabilità, inclusa la tecnica “senza suture”, oltre ad accessi mini-invasivi come la toracotomia e la via trans-ascellare.
Utilizza anche la mini-circolazione extracorporea, quando indicata, per ridurre le reazioni infiammatorie e prevenire le infezioni.
Il ruolo della sanità Calabrese e la riduzione della mobilità
Il professor Mastroroberto ha inoltre ribadito l’importanza di superare i pregiudizi che etichettano il presidio “Mater Domini” di Germaneto come un luogo dedicato solo alla didattica e alla ricerca, ignorando l’attività assistenziale.
La Cardiologia e la Cardiochirurgia “Universitarie”, afferenti al Dipartimento ad Attività Integrata “Cardiovascolare e Terapia Intensiva”, operano in sinergia con la Cardiologia del Presidio “Pugliese”, garantendo un servizio H24 per urgenze ed emergenze.
La dottoressa Simona Carbone, commissario straordinario della Dulbecco, ha evidenziato gli investimenti nel capitale umano e nelle nuove tecnologie per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre la mobilità sanitaria.
L’attività cardiovascolare ha registrato una crescita di oltre il 10% nell’ultimo anno, grazie al lavoro multidisciplinare.
Anche il Magnifico Rettore dell’Università “Magna Graecia”, professor Cuda, ha ribadito il ruolo cruciale della Cardiochirurgia nell’ambito sanitario e formativo.
Tutto questo impegno, che coinvolge medici, tecnici, infermieri e operatori socio-sanitari, mira a ridurre la mobilità sanitaria, offrendo cure di eccellenza direttamente in regione.
Come abbiamo riportato, a Reggio Calabria è stato eseguito un eccezionale trapianto di rene al gom, a testimonianza dell’avanzamento delle cure in Calabria.
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