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Catanzaro: Casa Della Salute, Servizi sempre più fragili Il consigliere Regionale Enzo Bruno (Tridico Presidente) ha espresso forte preoccupazione Per la situazione Della Casa Della Salute Di Chiaravalle.
Secondo Bruno, le risposte burocratiche ricevute Dalla Direzione generale Del Dipartimento Salute e Servizi Sanitari non riflettono la realtà quotidiana di cittadini e operatori, dove i Servizi Sanitari risultano sempre più fragili.
Carenze di personale e impatto sui Servizi
Le spiegazioni fornite Dalle autorità non affrontano il problema centrale: il progressivo calo degli organici e Dei Servizi.
Pensionamenti, trasferimenti e mancate sostituzioni hanno gravemente compromesso la capacità di risposta del sistema sanitario pubblico.
Bruno ha sottolineato che Nel biennio 2022-2023 molte figure professionali, tra cui amministrativi, infermieri, ausiliari, operatori socio-Sanitari, fisioterapisti e dirigenti fisiatri, sono andate in quiescenza senza essere rimpiazzate, causando Una significativa perdita di competenze e ripercussioni sull’organizzazione Dei Servizi.
Criticità Nel Servizio Di Radiologia e PUA
Tra le problematiche più evidenti, il Servizio Di Radiologia.
Nonostante l’acquisto di nuove apparecchiature, il sistema di stampa digitale non è completo e, soprattutto, la carenza di personale è grave.
Dopo il pensionamento di due tecnici, è rimasta Una sola unità operativa, influenzando negativamente le prestazioni erogabili e le liste d’attesa.
Anche il Punto Unico Di Accesso (PUA) è in difficoltà, Con due figure professionali già in pensione e Una terza prossima alla quiescenza, senza soluzioni concrete Per garantire la continuità Del Servizio.
L’ambulatorio infermieristico e la mancanza di programmazione
Un’altra criticità riguarda il Servizio di accoglienza e informazione, passato da sei a tre operatori, compromettendo la qualità dell’assistenza.
L’ambulatorio infermieristico ha registrato solo cinquanta prestazioni tra gennaio e maggio 2026, un calo drastico rispetto Alle quattrocento degli anni precedenti.
Bruno ha evidenziato che i numeri sull’organico infermieristico (17 infermieri) sono fuorvianti, poiché solo 13 sono realmente operativi nei Servizi distrettuali, Con uno già in quiescenza e altri vincolati a Servizi specialistici.
Le Risorse residue devono gestire ambulatori, punti prelievi e ambulatorio infermieristico, Con le difficoltà legate a ferie e malattie.
Servizi essenziali trascurati e appello al cambiamento
Il consigliere ha criticato il silenzio su Servizi essenziali come il Sert, la Neuropsichiatria infantile (passata da sei a un solo operatore stabile e due professionisti settimanali), la mancata sostituzione del ginecologo Del Consultorio e le problematiche della Diabetologia territoriale.
Secondo Bruno, il problema principale è la totale assenza di programmazione.
I piani di quiescenza avrebbero dovuto permettere di pianificare le sostituzioni e garantire la continuità Dei Servizi.
Invece, si assiste a un progressivo svuotamento degli organici, che ha portato la sanità territoriale in uno stato di emergenza permanente.
Negare queste carenze significa “negare la realtà dei fatti”.
La sanità territoriale è il primo presidio Per i cittadini.
Indebolirla significa allontanare il diritto alla Salute Dalle comunità.
Questa situazione favorisce la percezione che il proliferare di strutture private possa accompagnarsi a un lento smantellamento del sistema sanitario pubblico, Una prospettiva inaccettabile che va contrastata Con investimenti, programmazione e assunzioni adeguate.
Per approfondire le questioni legate alla sanità in Calabria, si può consultare l’articolo sui welfare e sanità Risorse ridotte.
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