Gli assistenti educativi chiedono incontro con il sindaco Canizzaro

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Lettera al sindaco di Reggio Calabria e alla Città Metropolitana: chiesto un incontro urgente per discutere compensi, contratti e ritardi nei pagamenti
REGGIO CALABRIA – Una richiesta di intervento urgente per affrontare quella che gli stessi lavoratori definiscono una disparità di trattamento economico e contrattuale. È quanto chiedono gli assistenti educativi impegnati nei servizi di assistenza scolastica per l’inclusione degli alunni con disabilità nelle scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano.
La questione è stata formalmente sottoposta all’attenzione del Sindaco del Comune di Reggio Calabria, con una comunicazione trasmessa il 12 settembre, e, per conoscenza, alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Al centro della protesta c’è il confronto con gli educatori che, secondo quanto riferito nella lettera, svolgono attività analoghe attraverso cooperative convenzionate con il Comune. Gli assistenti educativi sostengono infatti di svolgere, a parità di mansioni e responsabilità, attività di assistenza diretta agli studenti con disabilità, supporto all’autonomia, mediazione didattica ed educativa e collaborazione con il personale docente.
«A parità di mansioni, di responsabilità e di soggetti seguiti – scrivono – non è oggettivamente comprensibile né giustificabile che sussistano trattamenti economici e tipologie contrattuali differenti a seconda che l’ente conferente sia il Comune o la Città Metropolitana».
«Circa 8 euro netti l’ora»
Uno dei principali punti sollevati riguarda il compenso. I lavoratori riferiscono di percepire circa 8 euro netti all’ora, una cifra che, a loro giudizio, non sarebbe più adeguata rispetto all’attuale costo della vita e alle spese sostenute per raggiungere le sedi di lavoro.
Nella lettera viene quindi chiesto un adeguamento della paga oraria, con un trattamento ritenuto comparabile a quello previsto per attività analoghe nell’ambito dello stesso settore.
La richiesta non riguarda soltanto l’entità del compenso. Gli assistenti educativi chiedono anche maggiori garanzie sul piano contrattuale, citando espressamente inquadramento, TFR, malattia e ferie.
Il nodo dei pagamenti
Un’altra criticità indicata nella comunicazione riguarda i tempi di pagamento.
Secondo quanto denunciato dagli assistenti educativi, l’attuale sistema di rendicontazione, che coinvolge le singole istituzioni scolastiche, può determinare ritardi anche di diversi mesi nell’erogazione dei compensi.
Una situazione che, secondo i lavoratori, comporterebbe la necessità di anticipare per mesi l’attività lavorativa senza avere certezza sui tempi di pagamento.
Per questo motivo viene proposta una modifica dell’attuale meccanismo: la rendicontazione delle ore dovrebbe essere ricondotta, secondo la richiesta degli educatori, a un sistema centralizzato gestito direttamente dall’ente competente, con procedure uniformi e tempi certi per la liquidazione delle spettanze.
«Un lavoro delicato che merita riconoscimento»
Nella parte finale della lettera emerge soprattutto la rivendicazione legata alla dignità professionale.
Gli assistenti educativi sottolineano il carattere delicato del lavoro svolto quotidianamente accanto a studenti con disabilità, con l’obiettivo di favorirne l’inclusione scolastica e sociale.
«Risulta paradossale – scrivono – che proprio chi si occupa ogni giorno di costruire inclusione si trovi, in quanto lavoratore, in una condizione di sostanziale esclusione contrattuale ed economica rispetto ai colleghi che svolgono le identiche funzioni».
Da qui la richiesta di essere riconosciuti come lavoratori «a tutti gli effetti», con condizioni contrattuali e retributive considerate adeguate alla responsabilità dell’attività svolta.
Quattro domande alle istituzioni
Gli assistenti educativi chiedono alle amministrazioni una risposta scritta su quattro questioni principali.
La prima riguarda le iniziative che si intendono assumere per superare la differenza di trattamento economico e contrattuale rispetto agli operatori che svolgono mansioni analoghe.
La seconda riguarda un possibile adeguamento della paga oraria, anche in relazione all’aumento del costo della vita.
La terza è relativa alla possibilità di adottare una forma contrattuale con maggiori tutele, comprese quelle relative a inquadramento, TFR, malattia e ferie.
Infine, viene chiesta una revisione del sistema di rendicontazione delle ore, con l’obiettivo dichiarato di evitare i ritardi nei pagamenti.
Chiesto un incontro al sindaco
Oltre alle risposte scritte, i lavoratori chiedono al sindaco di Reggio Calabria di fissare un incontro in tempi brevi con i rappresentanti degli assistenti educativi della Città Metropolitana.
L’obiettivo indicato nella richiesta è quello di affrontare direttamente le criticità relative a trattamento economico, tipologia contrattuale e tempi di pagamento e individuare possibili soluzioni.
La palla passa ora alle istituzioni interessate, chiamate a fornire un riscontro alle questioni sollevate dagli operatori. La vicenda apre, più in generale, il tema delle condizioni economiche e contrattuali di chi opera quotidianamente nei servizi di inclusione scolastica rivolti agli studenti con disabilità.

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Author: Ntacalabria Redazione J