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Le coste calabresi si confermano un habitat ideale per la deposizione delle uova delle tartarughe Caretta caretta. Ad oggi, sono 17 i Caretta caretta nidi monitorati dal WWF in Calabria. Questo dato significativo posiziona la regione al secondo posto a livello nazionale per il numero di deposizioni, subito dopo la Sicilia. Per gli esperti e i volontari del WWF, impegnati nella difesa di questi preziosi rettili marini, sono giornate di intensa attività.
L’impegno del WWF per la tutela delle tartarughe marine
In Sicilia, che detiene il primato nazionale per le deposizioni, il primo fine settimana di agosto ha visto un’intensa attività tra nuove deposizioni e le prime emersioni di tartarughe neonate. Qui i nidi segnalati sono circa 130, di cui 115 monitorati dal WWF. La maggior parte si concentra lungo le coste sud-orientali dell’isola. Le operazioni di ricerca delle tracce, svolte all’alba sulle spiagge, proseguono senza sosta. Inoltre, la sorveglianza dei nidi è costante, giorno e notte, per garantire la sicurezza delle piccole tartarughe. Fino ad ora, oltre 550 piccoli sono emersi dai nidi seguiti dal WWF in Sicilia, con un potenziale di nascita stimato in 8.000 esemplari.
Nelle altre regioni italiane, le deposizioni monitorate dal WWF sono salite a 28, con la Calabria che ne registra 17 e l’arco ionico, tra Puglia e Basilicata, 11. I volontari svolgono un ruolo cruciale anche nel mitigare la minaccia delle luci artificiali notturne. Infatti, i piccoli, una volta usciti dalla sabbia, sono spesso attratti dalle luci, scambiandole per il chiarore del mare. Il loro compito è impedire che si dirigano verso pericoli o in direzioni opposte al mare. Il WWF raccomanda inoltre ai gestori degli stabilimenti balneari di rimuovere ostacoli come lettini e boe dalla battigia, mantenendo però gli ombrelloni fissi per evitare danni a eventuali nidi non ancora segnalati.
Il progetto LIFE ADAPTS e le nuove tecnologie
Quest’anno, le attività del WWF nelle regioni interessate dalle deposizioni si inseriscono nel progetto LIFE ADAPTS. Questo programma consente l’utilizzo di nuove tecnologie di monitoraggio, come i trasmettitori satellitari installati sul carapace delle tartarughe con l’aiuto degli esperti dell’Università di Pisa, capofila del progetto. Grazie a questi trasmettitori, sarà possibile ricostruire i movimenti delle tartarughe nel Mediterraneo, comprendendo meglio il loro comportamento e le loro esigenze. Inoltre, speciali “data logger” monitorano la temperatura della sabbia.
Questo dato è fondamentale per verificare l’idoneità degli habitat di nidificazione di fronte ai cambiamenti climatici che interessano il nostro mare. La temperatura, infatti, influenza il sesso delle tartarughe: temperature troppo elevate producono prevalentemente individui femmina, riducendo la proporzione di maschi. Questa dinamica potrebbe rappresentare un problema per la riproduzione futura, poiché temperature eccessive possono compromettere l’intera schiusa.
L’importanza della collaborazione cittadina
La collaborazione dei cittadini rimane un elemento cruciale per la protezione delle Caretta caretta. Si invita a non disturbare le tartarughe durante la deposizione e a contattare immediatamente la Capitaneria di Porto o i volontari del WWF. In caso di emersione dei neonati dalla sabbia, è fondamentale non disturbarli con rumori, luci o flash fotografici. Inoltre, è vietato toccare i piccoli o inseguirli in mare. Si tratta di neonati che necessitano della massima tranquillità. Anche in questi casi, è necessario avvisare la Capitaneria di Porto o i volontari del WWF, soprattutto se le schiuse non sono state segnalate e non sono presidiate.
LIFE ADAPTS è un progetto quinquennale finanziato dall’Unione Europea, coordinato dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Realizzato in Italia, Grecia e Cipro con la partecipazione di otto partner, tra cui WWF Italia, il progetto mira a valutare la resilienza agli effetti dei cambiamenti climatici di tre specie simbolo del Mediterraneo: la tartaruga marina comune, la tartaruga verde e la foca monaca. L’obiettivo principale è sviluppare strategie di protezione per gli habitat critici, sia marini che costieri.
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