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La Coldiretti Calabria ha espresso pieno sostegno alla proposta di istituire un tavolo di regia permanente per coordinare istituzioni, forze dell’ordine e parti sociali, in seguito alla tragedia di Amendolara.
L’organizzazione ha sottolineato l’importanza di rafforzare i controlli e filiera equa per contrastare il caporalato e tutelare i lavoratori agricoli e le imprese oneste.
Priorità per contrastare il caporalato
Rafforzamento della normativa e dei controlli
Il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha evidenziato la necessità di una rigorosa applicazione della Legge 199/2016 sul caporalato, con controlli efficaci e coordinati.
La certezza della pena, inclusa la confisca dei beni, è considerata il deterrente principale per le pratiche illegali e una garanzia per le imprese che operano nel rispetto della legge. È fondamentale che il contrasto al caporalato si estenda all’intera filiera produttiva, non limitandosi solo alla fase di produzione.
Questo implica garantire trasparenza e una giusta distribuzione del valore, eliminando le pratiche sleali.
Sostegno alle imprese agricole e ai lavoratori
Coldiretti Calabria ha proposto di vincolare i finanziamenti pubblici al rispetto di prezzi equi e relazioni commerciali corrette.
Aceto ha inoltre sottolineato l’importanza di supportare le imprese agricole con interventi mirati, come l’offerta di alloggi e trasporti adeguati per i lavoratori, specialmente nelle aree interne.
La semplificazione e il finanziamento dei bandi regionali sono essenziali per rendere gli strumenti strutturali.
Investire in accoglienza e mobilità è una strategia chiave per prevenire il caporalato.
Sono necessari controlli più mirati e qualificati, basati su un’analisi del rischio e sulla conoscenza approfondita del territorio, per evitare accertamenti puramente formali e concentrarsi sui veri fenomeni criminali. È utile anche rafforzare la vigilanza nei luoghi noti di reclutamento illegale della manodopera.
Un approccio integrato tra tutti gli attori della filiera, che premi le imprese regolari e sanzioni chi opera fuori dalle regole, è indispensabile.
La Calabria come modello nazionale
Secondo Aceto, la Calabria può diventare un esempio per l’intero Paese nella lotta contro lo sfruttamento lavorativo.
“Abbiamo le possibilità di tutelare i lavoratori, prevenire lo sfruttamento e irrobustire la legalità nel settore agricolo”, ha affermato.
L’episodio di Amendolara deve mantenere alta l’attenzione sulla piaga del caporalato per valorizzare le migliaia di aziende agricole oneste che operano quotidianamente nel rispetto delle regole e della dignità umana.
In questo contesto di attenzione al tema del lavoro e della legalità, la Regione Calabria si è costituita parte civile nel processo sui braccianti di Amendolara, dimostrando un impegno concreto.
La questione del caporalato e dello sfruttamento è stata anche oggetto di discussione nel Consiglio regionale, come riportato in un articolo su Roberto Occhiuto e l’attenzione al caporalato.
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