Porto Saline Joniche: tra sviluppo e rischi di erosione costiera

Porto di Saline Joniche

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Il porto di Saline Joniche torna al centro del dibattito politico e tecnico nella costa ionica reggina. La rifunzionalizzazione dell’infrastruttura è una priorità per molti. Tuttavia, cresce la preoccupazione per i possibili effetti sull’equilibrio del litorale. Nel confronto tra sindaci entra ora anche l’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, che richiama alla necessità di garanzie tecniche concrete prima di procedere.

Porto Saline Joniche: risorsa strategica per l’Area Grecanica

Il tema del porto di Saline è considerato molto importante per tutta la Città Metropolitana di Reggio Calabria e in particolare per l’Area Grecanica. Il porto rappresenta un’infrastruttura che può portare benefici concreti al territorio.

La sindaca di Montebello Jonico, Maria Foti, è tra le più convinte sostenitrici della riapertura. Rivendica il percorso avviato per restituire funzionalità all’infrastruttura e guarda al porto come a una possibile leva di sviluppo economico per l’Area Grecanica.

Sul fronte della progettazione, l’Autorità di sistema portuale dello Stretto ha avviato, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, un’importante azione per la messa in sicurezza del porto di Saline Joniche e i primi interventi di ripristino della funzionalità dell’infrastruttura.

Erosione costiera: i rischi del porto di Saline Joniche

Non tutti, però, guardano alla riapertura con ottimismo. Il sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci, frena e avverte. Da Melito Porto Salvo a Reggio Calabria, passando per Riace Capo, Lazzaro e Bocale, non c’è tratto di costa che non porti i segni di scelte compiute tanti anni fa, dettate dalla fretta di dover pacare il malcontento con la promessa di uno sviluppo industriale che già allora appariva impossibile.

La realizzazione della struttura portuale a Saline Joniche, nata con l’obiettivo di sostenere uno sviluppo industriale che non si è mai concretizzato, avrebbe alterato in modo significativo l’equilibrio naturale della costa. Già nel 2000, nel corso di un convegno a Saline, autorevoli accademici sottolinearono come l’infrastruttura avesse inciso sulle variazioni della linea di riva e sulla distribuzione dei sedimenti.

Per questo motivo Verduci ha chiesto un incontro urgente al presidente dell’AdSP, annunciando che il Comune è pronto a opporsi in tutte le sedi qualora si procedesse senza adeguate garanzie per il litorale di Lazzaro.

L’Ordine degli Ingegneri: sviluppo sì, ma con garanzie tecniche

Nel dibattito interviene ora anche il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, Francesco Foti, che prova a spostare la discussione su un piano tecnico. Il problema, secondo Foti, è che la realizzazione, la riqualificazione o la rimessa in funzione del porto non determini danni a tutto il litorale. Altrimenti si rischierebbe di sistemare una struttura provocando scompensi rispetto a uno sviluppo che in questi anni si sta cominciando a vedere.

Un invito alla prudenza che non significa bloccare tutto, ma procedere con studi e garanzie adeguate. Sviluppo sì, quindi, ma solo se accompagnato da interventi capaci di tutelare l’equilibrio dell’intero sistema costiero.

Il tavolo tecnico metropolitano sull’erosione costiera

Il tema non riguarda solo Saline. Il tavolo tecnico per il coordinamento del fenomeno dell’erosione costiera nel territorio metropolitano di Reggio Calabria si è aggiornato in via straordinaria il 5 marzo 2026, affrontando anche la questione del possibile riutilizzo della sabbia sedimentata nel Porto di Saline per il ripascimento del litorale costiero a nord dell’infrastruttura.

Un segnale che le istituzioni sono consapevoli della complessità della sfida. La partita del porto di Saline Joniche, dunque, si gioca su più tavoli contemporaneamente: quello dello sviluppo economico, quello della tutela ambientale e quello della sicurezza costiera.

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Author: Claudia