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“Comunicare la santità” è il tema centrale del convegno che ha inaugurato il novenario dedicato al beato don Francesco Mottola a Tropea.
L’incontro si è svolto il 20 giugno nella chiesa di San Michele Arcangelo e delle Anime del Purgatorio.
Questo evento, promosso dalla redazione di Parva Favilla, la rivista fondata dal Beato nel 1933 e diretta dal giornalista Pasqualino Pandullo, ha dato il via a una serie di celebrazioni in programma fino al 30 giugno.
Il programma del novenario mottoliano
Il calendario delle celebrazioni prevede diverse iniziative significative.
Il 27 giugno, alle ore 21, la concattedrale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ospiterà l’Oratorio Sacro del maestro Vincenzo Laganà, intitolato “Francesco servo di Dio – L’aquila che raggiunse il sole”.
Successivamente, il 28 giugno, il Salone della Carità sarà teatro di un convegno sull’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas”, seguito dalla consegna del premio “Don Mottola 2026”.
Il 29 giugno è attesa la tradizionale marcia mottoliana per le vie della città, mentre il 30 giugno il novenario si concluderà con la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo Attilio Nostro.
Le riflessioni sulla figura del Beato
Il convegno è stato aperto dal direttore Pasqualino Pandullo, che ha presentato un video-racconto sulla storia della rivista “Parva Favilla”.
Dopo i saluti dell’assessore Romana Lorenzo e di Roberto Garzulli, oblato laico del Sacro Cuore, è intervenuto don Francesco Sicari, Fratello Maggiore degli Oblati del Sacro Cuore ed ex direttore della rivista.
Don Sicari ha illustrato la figura di don Mottola attraverso tre immagini simboliche: il viandante, la lampada e l’aquila.
Queste rappresentano un uomo in costante ricerca di Dio, una vita dedicata al prossimo e uno spirito elevato.
La giornalista e docente Zaira Sorrenti ha approfondito il significato del “comunicare la santità” secondo l’insegnamento mottoliano.
Ha sottolineato come il ruolo di chi comunica non sia solo raccontare i fatti, ma anche cogliere una verità più profonda negli eventi e nelle persone, quella che don Mottola definiva “Idea”.
Il dialogo con i giovani e i nuovi linguaggi
Caterina Sorbilli, giornalista e docente, ha focalizzato il suo intervento sulla comunicazione della santità alle nuove generazioni.
Ha ricordato il percorso avviato in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del Beato, quando l’allora vescovo Luigi Renzo promosse un anno giubilare mottoliano.
Da allora, diverse iniziative rivolte ai giovani hanno favorito la conoscenza del sacerdote tropeano e l’impegno nella solidarietà.
Nadia Macrì, giornalista e scrittrice, ha presentato il suo lavoro sulle biografie di figure esemplari, tra cui San Francesco d’Assisi e Natuzza Evolo.
Ha annunciato l’imminente pubblicazione di un volume dedicato proprio al beato don Mottola, i cui ricavati saranno devoluti all’associazione Fraternamente.
È stata data voce anche all’esperienza di Mariella Matera, nota sul web come “Alumera”.
Illustratrice, grafica creativa e missionaria digitale cattolica, Matera ha condiviso come il suo talento artistico sia diventato uno strumento di evangelizzazione e testimonianza cristiana attraverso il suo blog e i suoi progetti grafici.
L’ultimo intervento della serata è stato di Vittoria Saccà, giornalista, scrittrice e pittrice, nonché presidente del Premio Don Mottola.
Questo premio, promosso dalla Fondazione Don Francesco Mottola, riconosce tesi di laurea e dottorato dedicate al Beato o alla storia della Chiesa calabrese, oltre a persone, enti e associazioni impegnati nella beneficenza e nella formazione.
La serata si è conclusa con l’esibizione del Coro “Don Giosuè Macrì”, diretto dal maestro Vincenzo Laganà, che ha eseguito il brano “La Carità” tratto dall’Oratorio Sacro “Francesco servo di Dio – L’aquila che raggiunse il sole”.
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