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C’è un momento in cui il pallone pesa meno del silenzio. E ieri pomeriggio, quel silenzio, ha avvolto tutta Reggio Calabria. Alla vigilia di Modica – Reggina, mister Marchionni non ha voluto parlare subito di moduli, di campo, di classifica. Per esigenze logistiche legate alla lunga trasferta siciliana, ha affidato le sue parole ai canali ufficiali del club, ma il suo primo pensiero è andato altrove. Alla città. Alla sua gente ferita.
Il dolore prima di tutto
“Il calcio non può che passare in secondo piano di fronte alla tragedia che ha profondamente scosso un’intera città., ha detto Marchionni. Siamo molto addolorati da questa terribile notizia, da parte di tutti noi le più sincere condoglianze ai familiari della giovane Anthea ed un abbraccio colmo di vicinanza anche ai familiari di Giovanni, il quale sta lottando per la vita…Domani scenderemo in campo pensando soprattutto a loro, a chi sta soffrendo, alla nostra meravigliosa comunità unita nel dolore e nella speranza”.
Così il tecnico amaranto, nella sua compostezza che lo contraddistingue. Il pensiero va a loro, ai giovani protagonisti di questa storia che ha sconvolto tutti. Parole che non sono di circostanza. Sono parole amaranto. Perché la Reggina non è solo una squadra: è lo specchio della sua città. Quando Reggio soffre, soffre anche la Reggina.
Poi c’è il campo. Un campo difficile, a Modica, contro una squadra tornata in D dopo sedici anni e con l’entusiasmo alle stelle.
La partita: umiltà e personalità
“La consapevolezza del nostro valore deve andare sempre di pari passo con il rispetto dell’avversario – prosegue Marchionni – Il Modica avrà un entusiasmo enorme, ma sono certo che ci faremo trovare preparati sotto ogni aspetto. Sia in Coppa che nella prima di campionato abbiamo abbinato la qualità alla capacità di combattere ed alla personalità, caratteristiche che devono sempre accompagnarci da qui alla fine”.
Il popolo amaranto sempre
E anche in Sicilia, la Reggina non sarà sola. L’apertura del settore ospiti è una notizia che va oltre i biglietti.
“Per noi, ha proseguito il tecnico amaranto, è importantissimo poter contare sulla spinta dei nostri tifosi anche fuori dal Granillo. Vogliamo avvicinare quanta più gente possibile, e questo chiaramente dipende da ciò che faremo e che trasmetteremo: se continuiamo sulla strada intrapresa, gli oltre cinquemila di domenica scorsa col Licata non saranno un punto di arrivo, bensì di partenza”.
In fine il capitolo infermeria
“A Palmieri, Pellicanò e Baldan, si aggiunge Franchini, non ancora recuperato. Per Guida, ha concluso, si valuterà con lo staff medico a ridosso della partenza”.
Domani si gioca lontani dal Granillo. Ma domani si gioca soprattutto per Reggio.
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