A Lamezia Terme ruspe in azione a Scordovillo

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Le ruspe sono tornate in azione a Scordovillo, a Lamezia Terme, per proseguire le operazioni di sgombero della baraccopoli, considerata la più grande del Mezzogiorno. Il lavoro, che vede coinvolti Governo, Regione e Comune, mira a eliminare una situazione di degrado che perdura da oltre 40 anni. Questa fase prevede la rimozione dei detriti delle baracche già demolite, mentre il processo di trasferimento delle famiglie procede in parallelo.

Il trasferimento delle famiglie rom e le difficoltà incontrate

Circa 200 persone sono già state allontanate dal campo rom e ora vivono in abitazioni più dignitose. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’impegno dell’Aterp Calabria, guidata dalla commissaria Grazia Maria Carmela Iannini. Tuttavia, reperire alloggi per tutte le famiglie rom non è stato semplice. Inoltre, si è registrato l’ostruzionismo di alcuni sindaci dell’hinterland Lametino, restii ad accogliere famiglie rom nei loro comuni.

Nonostante queste difficoltà, il lavoro di riqualificazione e sgombero prosegue senza sosta.

Un salvataggio inaspettato tra le macerie

In una giornata complessa, un episodio ha riportato un tocco di umanità. Tra le ruspe in azione e le macerie, il personale della Polizia di Stato di Lamezia Terme, diretto dal vice questore Concetta Gangemi, e i militari dell’Arma dei Carabinieri, sotto la guida del tenente colonnello Carmine Giabiola, hanno fatto una scoperta inaspettata. Nascosti tra i detriti e in evidente pericolo, sono stati trovati tre cuccioli e la loro madre.

Questi quattro cagnolini, rimasti isolati nel caos delle demolizioni, sono stati salvati, portando a lieto fine una vicenda che altrimenti avrebbe potuto avere un epilogo tragico. Questo episodio dimostra come, anche in contesti difficili, l’attenzione e la cura possano fare la differenza.

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Author: Consuelo