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La prima giornata di Serie D voleva i gol? La Reggina li ha portati tutti a casa. Cinque. Pesanti. Definitivi. Non è un risultato. È un manifesto. È un urlo che è rimbombato dritto in tutto il girone I. La copertina della prima giornata se la sono presa così gli amaranto, con un esordio che tutta Reggio aspettava da mesi e che non ha tradito. Anzi, ha confermato una sensazione che era già nell’aria: questa squadra punta a tornare protagonista e non ha più intenzione di nasconderlo.
La parità andata in archivio con il Licata, ha messo in risalto la fame dell’undici di Marchionni per tutto l’arco del match che dietro l’angolo nascondeva parecchie insidie. La squadra, non ha saputo solo gestire quando a voluto, ma ha dominato, ha aggredito, ha comandato, ha segnato e ha continuato a segnare come se ogni gol fosse un debito da saldare con il passato. Cinque gol diversi, cinque pugni sul tavolo. Ognuno con la stessa firma: appartenenza. E poi il triplice fischio liberatorio. Quel momento in cui tutto il Granillo ha capito. Si è guardato intorno e lo ha capito davvero: la Reggina c’è.
Non è stata solo una vittoria quella di domenica scorsa. Sono arrivati tre punti che pesano come un macigno per gli altri e come una promessa per noi. È un messaggio chiaro, diretto, senza giri di parole al campionato intero: la Reggina è tornata. E stavolta fa maledettamente sul serio.
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