Tis Calabria: sindacati chiedono giustizia per lavoratori invisibili

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Reggio Calabria, 15 luglio 2026 – Le organizzazioni sindacali Nidil Cgil Calabria e Cgil Calabria hanno lanciato un appello alla Regione Calabria.

L’obiettivo è garantire equità nelle procedure di assunzione per i lavoratori Tis Calabria, in particolare per coloro che rischiano di rimanere “lavoratori invisibili”.

I sindacati chiedono che le 344 assunzioni previste siano estese a tutta la platea residua, senza esclusioni basate su precedenti procedure selettive.

La proposta delle organizzazioni sindacali

Il confronto con la Regione Calabria, avviato il 13 luglio, ha evidenziato l’ipotesi di utilizzare le risorse disponibili per procedere rapidamente con 344 assunzioni.

Queste dovrebbero avvenire tramite lo scorrimento delle graduatorie comunali già formate.

Tuttavia, Nidil Cgil Calabria e Cgil Calabria ritengono che questa strada, pur apparendo più semplice e veloce, rischi di generare un risultato profondamente ingiusto per molti.

Giustizia e parità di trattamento

Le organizzazioni sindacali non intendono rallentare le assunzioni, ma chiedono che queste siano eque.

Non è accettabile, secondo i sindacati, che vengano penalizzati lavoratori rimasti esclusi non per propria responsabilità.

Molti di loro sono stati impiegati presso scuole, soggetti privati o enti che non hanno attivato procedure di selezione o non hanno proceduto alle assunzioni.

In particolare, non si può accettare che chi non ha avuto la possibilità di sostenere una prova di idoneità venga estromesso.

Inoltre, una singola idoneità o non idoneità, maturata in una procedura specifica per un determinato ente, non può diventare il criterio unico per decidere il destino occupazionale di centinaia di persone.

La legge regionale e la platea residua

La legge regionale, approvata con deliberazione del Consiglio regionale numero 71 dell’8 giugno 2026, prevede il completo svuotamento del bacino residuo Tis.

Non si parla di una nuova selezione riservata solo a chi è già inserito in alcune graduatorie comunali.

Al contrario, la norma prevede una platea regionale, un elenco regionale e una responsabilità regionale. È da qui che si deve partire: da tutta la platea residua, non soltanto da coloro che hanno avuto la fortuna di trovarsi in un Comune che ha già attivato procedure.

Le graduatorie esistenti devono essere valorizzate, ma non possono rappresentare l’unico canale di accesso.

Chi è in graduatoria deve essere tutelato per le procedure e i posti per cui tale graduatoria è stata creata.

Non si può, infatti, permettere che una graduatoria comunale, concepita per un ente e un fabbisogno specifici, diventi l’unica porta d’accesso a tutte le nuove opportunità regionali.

Un programma regionale chiaro

Per evitare contrapposizioni tra lavoratori e nuovi contenziosi, è necessario un programma regionale chiaro.

Questo deve salvaguardare le posizioni già maturate e, allo stesso tempo, offrire una possibilità reale a tutta la platea residua.

Per questo motivo, i sindacati chiedono alla Regione Calabria di elaborare un avviso regionale di ricognizione e disponibilità.

Questo dovrebbe essere articolato per profili professionali, territori provinciali, esperienze maturate e disponibilità dei lavoratori.

Non si tratta di ripartire da zero, ma di evitare che una procedura nata per svuotare il bacino finisca per selezionare solo una parte della platea, lasciando indietro chi è già stato escluso.

La questione dei 76 lavoratori esclusi dal bonus

Un’altra questione urgente riguarda i 76 lavoratori esclusi dal bonus una tantum di 2.000 euro.

Per altri lavoratori, inseriti nello stesso percorso di formazione GOL, le risorse sono state impegnate e la misura economica è stata riconosciuta a dicembre scorso.

Per questi 76, invece, la formazione è iniziata senza il bonus, percependo solo un’indennità oraria di 3,50 euro.

Questa differenza economica è significativa e incide pesantemente sulla vita quotidiana delle persone e delle famiglie.

I problemi tecnici non possono giustificare una disparità di trattamento.

I 76 lavoratori hanno già subito il danno dell’esclusione dalle procedure assunzionali e ora rischiano di subire anche la beffa di una formazione con un sostegno economico ridotto, rimanendo esclusi dalle prossime assunzioni.

I sindacati chiedono un atto integrativo urgente che riconosca anche a questi 76 lavoratori la stessa misura economica prevista per gli altri.

Tale provvedimento garantirebbe parità di trattamento, continuità del sostegno al reddito e pieno inserimento nella programmazione della platea residua.

La velocità non può essere applicata in modo alternato: lenta quando si tratta di riconoscere un bonus, improvvisamente urgente quando si tratta di scorrere solo alcune graduatorie già formate.

Senza giustizia, la velocità si tramuta in una nuova ingiustizia.

Nessun lavoratore deve essere penalizzato per colpe non proprie.

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Author: FrancescoP