Il premio “Palazzaccio” celebra la letteratura a Oppido Mamertina

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Domenica scorsa, in piazza Marino Zuco, si è svolta la prima edizione del premio “Palazzaccio” a Oppido Mamertina. L’evento ha inteso esplorare la capacità della letteratura di aprire finestre su nuovi significati, fungendo da strumento privilegiato per analizzare il generale e il particolare, i territori e le loro trasformazioni culturali. La letteratura, infatti, è un ponte tra mondi diversi.

La letteratura come strumento di indagine territoriale

L’iniziativa culturale, ideata e curata dal Circolo dei Lettori Nostos, ha messo al centro nove scrittori, perlopiù calabresi, che sono diventati punti di riferimento per la scrittura e la lettura. Questo avviene in un periodo storico caratterizzato da profonde riflessioni sul ruolo della letteratura. La serata è stata animata dai giornalisti Arcangelo Badolati e Ramona Barbaro, con la partecipazione del professor Antonio Roselli, ideatore e segretario del premio, del sindaco Giuseppe Morizzi, della professoressa Maria Surace, membro del comitato scientifico, e del professor Enzo Zindato, parte del comitato organizzativo.

Gli autori e il significato del premio

Tra gli autori protagonisti di questa prima edizione del premio “Palazzaccio” figurano nomi di rilievo. Hanno partecipato Marta Lamalfa con “L’isola dove volano le femmine”, Mimmo Gangemi con “A me la gloria”, Marina Valensise con “Un cuore greco. Il ritorno ai classici del Novecento” e Aldo Nove con “Inabissarsi”. Inoltre, Anna Mallamo ha presentato “Col buio me la vedo io”, Enzo Ciconte “Storia dell’altra Italia”, Gioacchino Criaco “Dove canta il cuculo”, Santo Gioffrè “Il tempo del male” e Daniele Pronestì “Le ragioni dell’istinto”. Brani tratti dai loro libri sono stati letti con grande intensità da Lilly Sgrò e Giovanni Parrello. A tutti gli autori è stata consegnata un’opera realizzata dal maestro Rocco Epifanio.

Tra memoria e rigenerazione culturale

Il premio rappresenta un punto di partenza significativo, non solo per il rapporto tra libro e luogo, ma anche per la possibilità che un territorio diventi una categoria interpretativa. In questo modo, uno spazio fisico può interrogare la storia, la memoria e l’identità collettiva. Il nome stesso del premio, “Palazzaccio”, richiama il Palazzo Grillo di Oppido Mamertina, un luogo profondamente radicato nella memoria storica e nell’immaginario della comunità. Questo riferimento è legato al romanzo “Il Previtocciolo” di don Luca Asprea, pseudonimo di Carmine Ragno. Una intensa performance dell’attrice Mara Scarcella, ispirata proprio a questo romanzo, ha aperto la serata.

Il premio assume un forte valore simbolico. Un luogo segnato dal tempo si trasforma in uno spazio di narrazione, di recupero della memoria e di rigenerazione culturale. Il professor Roselli ha sottolineato un’immagine decisiva: quella dei bambini che, nel “Previtocciolo”, entrano nel palazzaccio. Essi, infatti, non possiedono gli strumenti dello storico o dello studioso, ma hanno qualcosa di più originario: la curiosità.

Ogni libro, in questo senso, è una porta e leggere significa attraversarla, senza sapere con precisione dove condurrà. Questo evento si inserisce in un contesto di valorizzazione del territorio, come dimostrano anche altre iniziative culturali nella provincia, tra cui il successo di Vinitaly a Reggio Calabria. La cultura, dunque, si conferma motore di sviluppo e riflessione.

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Author: Consuelo