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Il lungomare di Reggio Calabria ha regalato uno spettacolo suggestivo lo scorso giovedì 24 settembre, quando il cielo si è tinto d’arancio sullo Stretto. La sagoma scura dell’Etna, con il pennacchio di cenere che si allungava nel tramonto dai crateri sommitali, ha offerto un’immagine indimenticabile. In primo piano, la statua di Athena Promachos dominava l’Arena dello Stretto, creando una cartolina di rara bellezza.
L’attività del vulcano Etna
La giornata del vulcano era iniziata con una nuova fase di attività. Infatti, in mattinata, l’Osservatorio etneo dell’Ingv di Catania aveva segnalato un’emissione di cenere dai crateri sommitali. Questa emissione aveva generato una nube eruttiva alta circa 4 chilometri, dispersa verso sud-sud-est. Di conseguenza, era scattato il codice Vona rosso, il livello più alto di allerta per il traffico aereo, sebbene l’aeroporto di Catania “Vincenzo Bellini” sia rimasto operativo.
Il tremore vulcanico, secondo le rilevazioni dell’Ingv, si è mantenuto su valori medio-bassi.
Lo scenario mozzafiato dal lungomare Falcomatà
A una settantina di chilometri in linea d’aria, dalla sponda calabrese, il vulcano si staglia nitido nelle serate limpide. In particolare, il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria si conferma uno dei punti privilegiati per osservare questo fenomeno naturale. La statua bronzea di Athena, opera dello scultore messinese Bonfiglio e inaugurata nel 1932, fa da sentinella sulla scena. Questa immagine, infatti, lega idealmente le due sponde dello Stretto, unendo in un unico scatto la maestosità della natura e l’arte.
Per approfondire gli eventi della città, è possibile consultare altri articoli come quello sulla Biennale dello Stretto a Reggio Calabria per paesaggi urbani. L’Etna in eruzione regala sempre momenti di grande impatto visivo.
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