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Un’intensa serata di musica, memoria e riflessione ha animato Pellaro, sul lungomare, in occasione del concerto “Quando la gente canta Profazio”. Questo evento, organizzato dall’associazione Traiectoriae, ha saputo coinvolgere un pubblico numeroso e attento, desideroso di omaggiare il “Mastro Cantaturi” Otello Profazio. L’iniziativa ha celebrato il grande artista, la cui figura e opera continuano a risuonare nel cuore della Calabria.
Un omaggio all’eredità artistica di Profazio
L’evento ha ripercorso la carriera incredibile di Otello Profazio, evidenziando la sua eredità artistica attraverso la contemporaneità delle sue opere. Il ricordo è stato il filo conduttore di una narrazione che ha alternato musica e parole, canzoni e letture di “profaziate”, brevi componimenti intrisi dell’ironia che ha sempre contraddistinto l’artista.
Angelo Latella ha condotto la serata, mentre i familiari di Profazio, presenti all’evento, hanno collaborato attivamente all’iniziativa. In particolare, il figlio Ermanno Profazio e il nipote Luca hanno emozionato la platea interpretando i brani del nonno.
Artisti sul palco e riconoscimenti
Sul palco, oltre a Ermanno e Luca Profazio, si sono esibiti Giuseppe Oliveto alla fisarmonica e Saverio Viglianisi, storico chitarrista di Otello Profazio. Un altro grande cantautore, Peppe Voltarelli, ha partecipato alla serata, proponendo “Lu me paisi”, brano che aveva eseguito con Profazio nel 2016 al Premio Tenco.
Proprio il Premio Tenco era uno dei riconoscimenti di cui Otello Profazio andava più fiero, insieme al successo dell’album “Qua si campa d’aria”, il primo disco folk a raggiungere il milione di copie vendute, e al Premio Internazionale di Etnostoria “Pitrè” – Città di Palermo.
Un percorso artistico lungo 60 anni
Ermanno Profazio ha ripercorso le tappe salienti di una carriera durata ben 60 anni. Dai primi passi sul palco del Teatro Cilea, con la conduzione di Nunzio Filogamo, ai dischi a 78 giri, fino alla prima tournée in Canada insieme a Luciano Tajoli e Carlo Croccolo. Ha ricordato anche la frequentazione con Fabrizio De André e la partecipazione ai programmi televisivi di Giorgio Gaber, “Canzoniere minimo” e “Questo e quello”.
Non sono mancati riferimenti all’innovazione del concept album “Il brigante Musolino” e agli anni del Folkstudio a Roma.
Il sud come categoria dello spirito
Durante il “concerto narrato”, sono stati eseguiti brani legati a queste esperienze, in cui “il sud come categoria dello spirito” è tornato protagonista. Canzoni come “Mi ficiru sindacu”, “Qua si campa d’aria”, “Colapesce”, “Il riscatto della bella”, “La baronessa di Carini” e “Amuri” (colonna sonora del film “L’amante di Gramigna”) hanno risuonato, mostrando la potenza e l’unicità della visione di Profazio.
La voce e la chitarra di Voltarelli si sono fuse con le atmosfere create da Profazio, offrendo uno spettacolo che è stato un ricordo vivido e una consapevolezza di un lascito musicale universale.
Prossime iniziative a Pellaro
Questo evento ha dato il via a una settimana intensa di iniziative ispirate all’opera di Profazio. Tra queste, il laboratorio di reading e recitazione di poesie “Amuri amuri”, curato da Nicola Oriente e Zefiro Aps. Inoltre, dal 30 agosto al 2 settembre, piazza Lume ospiterà il laboratorio di canto popolare “Quanto è bella la Calabria“, a cura di Giusy Candido e Zefiro Aps.
Il 3 e 4 settembre, presso la sede della Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro, Nicola Oriente e Zefiro Aps proporranno il laboratorio intergenerazionale “Qua si campa d’aria”. Nelle stesse giornate, in piazza stazione, si terrà il laboratorio di danze popolari “E ballati e ballati” di BalFolk Reggio Calabria e Zefiro Aps.
La rassegna si concluderà il 5 settembre con il Cunto itinerante “Lu me paisi” alla Lega Navale, un evento che coinvolgerà l’intero territorio in questo omaggio. L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa” e finanziata dal Ministero della Cultura.
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