Questo post é stato letto 270 volte!
La cultura ha il potere di illuminare una comunità, trasformando anche un piccolo centro dell’entroterra vibonese in un luogo di incontro e memoria. È questo lo spirito di “Lumera”, una manifestazione che accende a San Costantino Calabro l’arte della fotografia, raccontando il rapporto tra le persone e il mondo attraverso l’arte visiva.
Dal 4 al 28 settembre, la seconda edizione dell’evento promosso dalla Pro Loco di San Costantino Calabro trasformerà la storica Chiesa del Santissimo Nome di Gesù in uno spazio dedicato alla fotografia contemporanea. Contemporaneamente, i vicoli della parte più antica del paese, conosciuta come “u Rinusu”, diventeranno un vero e proprio museo diffuso.
Un mese dedicato all’arte fotografica e ai suoi protagonisti
Saranno cinque gli artisti che si alterneranno nelle quattro settimane di settembre, proponendo quattro mostre personali distinte. Ogni settimana sarà dedicata a un artista diverso, permettendo una lettura più coerente e una visione approfondita dei percorsi artistici. Maria Pia Russo esporrà dal 4 al 7 settembre, seguita da Rosy Suppa dall’11 al 14.
Andrea Torcasio presenterà le sue opere dal 18 al 21, mentre il duo composto da Esmeralda Bartolotta e Marika Brogna chiuderà la rassegna dal 25 al 28 settembre.
Questa edizione di Lumera celebra l’arte fotografica a duecento anni dalla “Vista dalla finestra a Le Gras”, la prima fotografia della storia, realizzata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826. L’obiettivo è esplorare la capacità delle immagini di fermare il tempo, interrogare il presente e attribuire nuovi significati ai luoghi che abitiamo.
In particolare, il progetto mira a offrire agli artisti emergenti calabresi l’opportunità di mostrare non solo le loro opere, ma anche il percorso che li ha portati a scegliere l’arte come strada di vita.
Sguardi e sensibilità a confronto nella chiesa storica
La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù ospiterà sguardi e sensibilità differenti, uniti da intime riflessioni sull’uomo e il suo rapporto con la natura, l’ambiente e i luoghi vissuti. Questo rapporto si rivela ora dolce e faticoso, ora devastante e immorale. La manifestazione, in linea con il clima culturale che attraversa l’intera penisola, racconta la provincia da una prospettiva nuova, senza ipocrisie, riscoprendone valori e contraddizioni.
Quest’anno, inoltre, Lumera si arricchisce di una sezione permanente nel rione “u Rinusu”, il cuore pulsante della storia del paese. Qui, un’installazione dedicata a storia, persone e scorci di San Costantino Calabro creerà una narrazione fatta di immagini e memoria. Si tratta di visioni di un mondo perduto, di cui restano tracce mnesiche e valori morali.
Memoria storica e legami comunitari
Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Vibo Valentia, le fotografie si intrecceranno con la memoria scritta. Le riproduzioni di atti di nascita, matrimonio e morte dei protagonisti delle immagini accompagneranno gli spettatori alla riscoperta di un passato collettivo e comunitario. In questo modo, verrà restituito un volto, una storia e una dimensione umana alle persone ritratte.
Lumera assume così la forma di un aggregante sociale, un progetto che non si limita a portare l’arte in un paese, ma tenta di fare dell’arte uno strumento per riannodare legami, condividere memorie e guardare con occhi nuovi ciò che appartiene alla comunità.
A settembre, quando la stagione estiva si spegne e il paese torna al suo abituale silenzio, Lumera si accende, facendo emergere il bello e il vivo di ciò che resiste: le persone, le storie, i luoghi e le tracce di un passato che ancora parla al presente. La manifestazione offre l’opportunità di affacciarsi a racconti lontani dalla quotidianità, incontrando nuovi punti di vista e il lavoro di giovani artisti instancabili.
potrebbe interessarti anche
- A san Pietro Magisano torna lucefest con artisti internazionali
- A Reggio Calabria l’arte di Michele Parisi rinnova il dialogo tra fede e contemporaneità
Questo post é stato letto 270 volte!

